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Spazio musica e spettacolo

Sogni, note e nuvole

Psiche, il nuovo album di Paolo Conte

"Pensavo al cerchio che nessuno vede, ma si sente fremere e vibrare come un lago indiano d'aria, ecco io.. "

Paolo Conte, Il quadraro ed il cerchio - Psiche

Amore e Psiche. Amore è forte e delicato, è un tenero abbraccio, perfetto, imperfetto, dolce, selvaggio; Psiche è avvolgente e sfuggente, eterea e "terrena", è un caldo abbraccio, sinuoso, sensuale, elegante, raffinato, esotico: come in una statua di Canova, come nella musica di Paolo Conte, sempre più bella, e come le Poesie che l'avvocato di Asti canta, al ritmo di Jazz, a modo suo.

Così, dopo aver cambiato etichetta, dalla storica Warner (CGD) alla Universal, Conte si di conferma una garanzia della musica italiana ed esce con questo nuovo CD, Psiche, appunto: quindici canzoni, quindici piccoli capolavori, per cinquanta minuti di sogni e note, pensieri e leggerezza, viaggi e nuvole. Si sentono, come sempre, tutte le influenze che caratterizzano Paolo Conte, sia a livello di testo che di musiche: dalla Scuola di Genova a Duke Ellington, dai quadri di Van Gogh e Chagall alle poesie di Baudelaire e Hikmet, d alla filosofia di Sartre e Camus a Joyce e Cervantes.

Tra voce e colore, suoni nuovi e artificiali, visione e introspezione, spazio e tempo, l'artista da’ ritmo alle sue emozioni, e si trasforma in un sognante demiurgo, capace di plasmare una dimensione nuova, tutta sua, fatta di voli improvvisi, languida lentezza, "velocità silenziosa", surrealismo ed espressionismo. A confermare l'esotismo, sempre presente negli album di Paolo Conte, due canzoni in lingua: "Silvery Fox" e "Coup de Théatre" (quest'ultima di una delicatezza rarefatta e preziosa, con una voce femminile cristallina ed argentata accostata a quella calda e profonda del cantautore ed un testo alla Prevert). Magnifica, poi, "Psiche", la canzone di apertura, con un testo breve (tre righe: Psiche sa\\leggere, scrivere\\pallida lampada araba) ed un piano malinconico, espressivo come mai, che crea atmosfere tra il notturno romantico ed jazz d’altri tempi. Più ritmata, e sicuramente tra le migliori canzoni del disco, "Il quadrato ed il cerchio", che richiama i temi orientaleggianti dell’intero album. "Berlino", il brano che chiude l’album in antitesi a Psiche, è accompagnata da un sax ed un piano, regale aree di modern-jazz e tutta l’essenza che si respira vivendo nella capitale tedesca. Insomma, un disco che non fa rimpiangere il primo Paolo Conte, impreziosito dagli schizzi un po’ futuristici, un po’ alla Schiele dello stesso cantautore piemontese.

26 settembre 2008: Antonio D'Errico

Carmina Burana

Ieri, 29 Novembre 2007, ho partecipato ad uno stage di danza contemporanea con Mauro Astolfi. E' stata un'esperienza davvero bella e divertente. Astolfi ci ha detto che la danza che vediamo in televisione è solo "lo scarto dello scarto dello scarto dello scarto di un ballerino fallito"! Con gentilezza e stimolando impegno e curiosità, egli è riuscito a farci davvero lavorare bene e con gioia!

La sera alle 21.00 c'è poi stato lo spettacolo CARMINA BURANA al teatro Metropolitan di Piombino. Gli effetti e la coreografia erano molto strani e i ballerini bravissimi: sembravano di gomma! Lo spettacolo mi è piaciuto molto: vorrei essere brava come loro!

I Carmina Burana

Che cosa vuol dire questo titolo??

I Carmina Burana sono delle poesie contenute in un manoscritto del XIII secolo, chiamato Codex Latinus Monacensis , attualmente custodito nella Biblioteca Nazionale d Monaco di Baviera. Il termine è stato introdotto dallo studioso Johann Andreas Schmeller nel 1847 in occasione del primo manoscritto. Queste poesie, scritte da studenti universitari in latino tranne 47 che sono scritte in antico tedesco, contengono argomenti molto diversi tra loro e dimostrano la poliedricità dei goliardi. Gli argomenti variano dall’amore erotico all’angoscia e al pessimismo dei giovani fino al buon cibo e ai banchetti. La varietà degli argomenti e delle lingue adottate riassumono le vicende degli autori, chiamati clerici vagantes oppure goliardi perché si spostavano tra le varie università europee assimilandone lo spirito più concreto e terreno. Nel 1937 il compositore tedesco Carl Off musicò alcuni brani dei Carmina Burana realizzando una musica nuova.

Mauro Astolfi

Attraverso l’integrazione di diverse forme di stile e movimento della danza contemporanea, Mauro Astolfi ha costruito il suo stile andando a prendere in modo irregolare tutti gli elementi della danza. La sua formazione avviene tra Europa e Stati Uniti e ha avuto una grande spinta dalla voglia di creare una coreografia intesa come evoluzione del movimento e delle sue interazioni con la tecnica e la gestualità che lega insieme questo misto di energia. Dopo la sua esperienza in America nella compagnia di Paul Taylor creò qualche coreografia per la Jeff Roberge’s Agency. Tornato in Italia, fonda la sua compagnia, la Spellbound Dance Company. Gira praticamente quasi tutto il mondo come coreografo ma è stato anche un importante guest teacher nei maggiori centri di danza in città come Tokio, Parigi, Londra, New York, Zurigo, Stoccolma, Amsterdam, Los Angeles e tanti centri Italiani.

Francesca Nencioni: 5 dicembre 2007

L’I.S.I.S di Follonica tra le scuole segnalate alla rassegna nazionale teatro della scuola

Lo scorso 8 giugno, nell’aula magna del Liceo Scientifico, l’assessore alla cultura dott.ssa Sabrina Gaglianone , in occasioni delle premiazioni per le attività della scuola , ha consegnato ai “ragazzi del Progetto A scuola di Teatro dell‘Istituto Superiore”, una targa della Città di Follonica con “l’apprezzamento dell’Amministrazione Comunale , per gli ottimi risultati conseguiti sia nel campo artistico che socio-culturale nell’anno 2006-2007”.

Il gruppo del progetto teatro dell’I.S.I.S di Follonica, infatti, avendo ottenuto il Premio della Critica alla Rassegna Provinciale di Teatro della Scuola a Grosseto nel 2006, ha potuto partecipare alla XXV Rassegna Nazionale di Teatro della Scuola a Serra S. Quirico (Ancona), con lo spettacolo “Una Magia di Prospero: la tempesta”, che ha ricevuto una prestigiosa segnalazione.

La rassegna di Serra San Quirico, promossa dall’Associazione Teatro Giovani e patrocinata dalla Regione Marche, si è occupata quest’anno di analizzare le tendenze del teatro-educazione: un teatro che sceglie sempre più le vie dell’impegno civile (I care), quello praticato nelle scuole, in ogni angolo d’Italia, da centinaia di migliaia di studenti e dai loro insegnanti. Su questo tema, il 12 Maggio, al termine della Rassegna, il comitato tecnico ha steso un interessante documento di sintesi sul significato del fare “Teatro Educazione”.

Hanno partecipato alla rassegna, che prevedeva anche l’inserimento in laboratori di grande interesse, oltre 1000 ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori di 14 regioni d’Italia; dalla rassegna, come di consueto, non è uscito un vincitore, ma sono state segnalate alcune realtà meritevoli, in particolare quelle capaci di portare sul palcoscenico la voglia dei ragazzi di crescere nel teatro e per il teatro .

Il gruppo del Progetto”A scuola di Teatro “ dell’I.S.I.S di Follonica, nonostante la mancata partecipazione di alcuni dei protagonisti (occupati in impegni universitari), è riuscito ugualmente a portare in scena il suo spettacolo, grazie a dei tagli e al tempestivo inserimento di un narratore. Tale spettacolo, sebbene incompleto, è riuscito a trasmettere emozioni ed a suscitare vivo interesse “grazie alla sua magia”, tanto da ricevere la prestigiosa Segnalazione Scuola Media Superiore, con questa motivazione: “Per essere riuscito a trovare un giusto equilibrio tra il pretesto letterario e quello pedagogico e la capacità di costruire immagini e azioni teatrali coinvolgenti”. Gli attori che, guidati dall’esperto teatrale e musicale Lorenza Baudo, hanno reso possibile questo risultato, sono: David Amodeo, Carlo Asta, Natalia Bernardini, Roberto Carta, Elena Cheli, Mattia Chiti, Giulia De Santis, Filip Dziegielewski, Christian Farsetti, Daniele Gori, Riccardo Gori, Federica Lai, Clelia Luzi, Chiara Marchetti, Chiara Martellucci, Jenny Pedrini, Alice Pretolani, Elisa Santamaria, Lucia Satta, Lavinia Topi, Alessandra Wegmann. Il Progetto è stato coordinato dalla Prof.ssa Donatella Alighieri , mentre la professoressa Carla Conedera ha curato il laboratorio di integrazione che ha permesso la partecipazione di alunni diversamente abili.

Lo stesso gruppo ha poi messo in scena il suggestivo Medea Studio tratto dalla tragedia di Euripide Medea, che, presentato il 27 Maggio alla Leopolda di Follonica in occasione della Primavera di Volontariato, è stato accolto molto favorevolmente dal pubblico: oltre alla recitazione degli attori sono stati apprezzati anche sia l’adattamento del testo sia il modo di raccontare, fortemente originale e capace di comunicare emozioni attraverso la musica, il coinvolgente ritmo della narrazione e la solenne gestualità di uno straordinario Coro.

11 Novembre 2007: Gloria Rossi

Gianna: una notte magica

Estate 2006: Parco Centrale
Sabato 8 Agosto
Follonica,Campo Sportivo
Ore 21,30

Il concerto della rocker senese tra brividi e contrasti

"...il mondo in una giostra di colori\\ e il vento accarezza le bandiere\\arriva un brivido e ti trascina via\\e sciogli in un abbraccio la follia..". Quel brivido, trascinante e folle, come la vita, è la voce di Gianna Nannini, cantante senese e icona del rock femminile italiano, che ha scelto Follonica come tappa toscana per il suo "Grazie tour 2006". E la sua voce, quella sera, quella notte magica, sembrava volare nel vento, graffiare ed accarezzare allo stesso tempo, sfiorare il cielo sereno di un'estate italiana. Il concerto, fantastico e pieno di contrasti, come lei, come Gianna, ha visto le voci di 5000 persone abbracciarsi e fondersi, cantare a squarciagola le sue canzoni, una ad una, urlando e saltando, mentre lei, sul palco, regalava emozioni, regalava se stessa, come sempre. Certo, da un'artista che deve il suo successo alle migliaia di fans, ci si aspettava qualcosa di più nel rapporto con il pubblico. Gianna, invece, si è limitata ad aprire il suo concerto con un "Ciao Follonica...Maremma mia!!!".

Niente di più, niente di meno: un atteggiamento che a gran parte degli spettatori è apparso abbastanza distaccato ed ha lasciato spazio a qualche critica.

Per il resto, Gianna è rock allo stato puro, penetrante, capace di arrivare diritta al cuore, di farti naufragare nell'immenso della sua musica, del suo genio e della sua sregolatezza. Stupende le interpretazioni di "Fotoromanza" e di "America", successi del passato, e di "Grazie" ed "Io", successi del presente.

E non esistono parole per descrivere quella folla, quell'unica grande voce, che scivola, leggera ed emozionata, tra musica e ritmo di "Sei nell'anima": come sospesa "tra respiro e battito". Palpitante e stellata, anche la notte sembra accompagnare la musica e le vibrazioni della voce di Gianna. La sua interpretazione di "Sei nell'anima" è perfetta e il vento trascina con sè ogni singola nota d'amore, ogni piccolo sospiro: sentirla cantare dal vivo la canzone che l'ha riportata sulla vetta di tutte le classifiche, là, in alto, dove un'artista così merita di stare, è qualcosa di sensazionale. E il pubblico follonichese, travolto da quegli attimi, dimostra a Gianna tutto l'affetto di cui è capace.

Ad ogni modo, la grandezza di questo concerto non sta solamente nella scelta delle canzoni, tutte molto famose, ma vive anche nella grande capacità dei musicisti, e nei contrasti dello spettacolo stesso, come l'avvicendamento di canzoni d'amore e canzoni aggressive, come l'abbinamento degli archi, lievi e delicati, alle chitarre elettriche, essenza di un rock scatenato, di una "rabbia" tutta toscana. La grandezza di questo concerto sta, infine, nelle decine di persone che hanno contribuito ad organizzarlo, oltre che in una cantautrice incredibilmente sensibile e trascinante, che sembra aver trovato la sua strada, aver raggiunto una maturità artistica e spirituale, che è sempre capace di far volare nella fantasia e nella dolcezza di un brivido.

22 Gennaio 2007: Antonio D'Errico

Il concerto di Goran Bregovic

Il concerto di Bregovic è il primo grande evento di Parco centrale, rassegna di musica, teatro e arti visive che ha accompagnato l'estate follonichese. Bregovic apre anche il Grey Cat Jazz festival, manifestazione maremmana unica nel suo genere...

Tonalità tzigane, ritmi folkloristici ed un'armonia calorosa e avvolgente: tutto questo è Goran Bregovic, compositore ed interprete croato capace di creare una musica cosmopolita, tra sonorità tradizionali, le cui radici affondano nei Balcani, e mentalità moderna, che accosta lo Swing ed il Pop a Bartòk e Liszt. Il risultato è un meraviglioso jazz zingaresco, vellutato e trascinante, sia per la delicata contaminazione elettronica del sintetizzatore che per le vocalità acute, acide e, al contempo, raffinate ed altezzose, provenienti da Bulgaria e Macedonia.

Il concerto, nella cornice del teatro all'aperto de Le Ferriere, inizia un po' in ritardo, ma in modo inaspettato: dalla platea, l'urlo di una tromba incanta il pubblico, che sente in lontananza l'inconfondibile musica di Bregovic e che, all'improvviso, vede apparire alle proprie spalle i 12 elementi della Weddings and Funerals Band, vestiti con abiti della tradizione gitana e diretti verso il palco. E’ un soffio d’allegria, un uragano di note e colori. Tutto sembra uscito da un film di Kusturica, di cui, tra l'altro, Bregovic è collaboratore. Tutto sembra avere quel velo di popolare, innocente pazzia, quel calore, quella voglia di libertà che contraddistingue il popolo dei Balcani. E sono applausi.

Poi, sale sul palco Bregovic, vestito completamente in bianco, elegante e ribelle, colto e irriverente. Ci sono tutti gli elementi per un concerto piacevole e inusuale, tutto da scoprire. E, com’era ovvio, Bregovic non delude: suona, coinvolge, canta, ride, contempla sognante il suo pubblico di Buskers e intellettuali, estimatori e curiosi, che danzano insieme, ammaliati dalle mille sfaccettature di questa musica, della Sua musica, che non è più soltanto la colonna sonora di un film di Kustutica, ma che diventa colonna sonora di guerre lontane, di sguardi e sogni, di voglia di pace e ribellione, di amore gitano, di popoli tartassati e mutilati da anni di conflitti e contrasti, ma ancora orgogliosi, come il suono di una balalaika.
Per questo, il concerto di Bregovic è differente da tutti gli altri: perché unisce, avvicina classi sociali ed etnie, un po’ come la sua musica univa tradizione e modernità, e perché, allo stesso tempo, è motivo di riflessione sugli effetti della globalizzazione e su come la musica e l’arte in genere possano superare qualsiasi contrasto politico e sociale e proporsi come puro esempio di solidarietà.

Meravigliosa la conclusione, con il pubblico tutto in piedi, in una movimentata e flolkloristica standing ovation al ritmo di “Kalashnikov”, interminabile grido di pace.

20 Novembre 2006: Antonio D'Errico

Contro "Amici"

Mi hanno chiesto di fare una critica sul programma "Amici" e mi sono chiesta: "Qual è il problema? Sicuramente troverò tanti difetti da analizzare..." Ma non è stato così. Non si può fare una giusta critica ad uno show, se prima non si cerca di capire ciò che vuole trasmettere. Così mi sono sottoposta ad una prova ed ho guardato per 3 giorni di fila per ben 4 ore al giorno il suddetto programma.

Il risultato è stato di gran lunga diverso da ciò che mi aspettavo: infatti, ho notato un grande impegno nei ragazzi della scuola. Purtroppo, anche se è definita "una scuola di canto, ballo e recitazione", le quattro ore pomeridiane trasmesse dai vari canali, satellitari e non, sono costituite soprattutto dalle varie "scenate" di gelosia, d'amore e di odio, dai litigi e dai pianti. D'altra parte i programmi delle televisioni italiane che hanno più audience sono quelli in cui abbondano le lacrime e tutti noi stiamo attenti a non perderci una bella scenata!

Anche durante le dirette, l'audience si alza durante le critiche del "pubblico parlante", secondo me i veri protagonisti dello show, anche loro aspiranti attori, che non perdono un'occasione per fare "i provini" davanti agli insegnanti. Il bello della tv è proprio la finzione, ma, vedendo che migliaia di ragazzi e ragazze sognano di far parte di questa finzione, non dovremmo iniziare a preoccuparci? Come si può sognare di andare in una scuola in TV? Se uno è davvero dotato vada al conservatorio o al DAMS, non da Maria de Filippi che non sa, lei per prima, né cantare, né ballare e neppure recitare! Per poi finire dove? una volta finita la stagione, quasi tutti ritornano nell'ombra o, peggio, a fare i trenini a Buona Domenica! Forse è meglio smetterla con i sogni inutili e cercare, invece, di pensare ad un lavoro vero per il futuro: a fare i trenini non si campa!

12 Maggio 2006: Margherita Cruciani

"Amici" di Maria De Filippi (la tv vista da vicino)

"Amici" di Maria De Filippi,una trasmissione televisiva che divide gli italiani: c'è chi la segue con passione e chi la critica. E'un programma che dà spazio al talento artistico dei giovani e una possibilità di realizzare i propri sogni. Tanti sono coloro che aspirano a parteciparvi, spinti soprattutto dal desiderio di imparare da insegnanti "famosi", competenti e con molta esperienza alle spalle. Chissà se tra qualche anno anche noi che scriviamo saremo dentro a quello studio tanto sognato a tifare per un nostro/a amico/a? Intanto ci siamo stati come pubblico: quasi per caso ci siamo ritrovati a Cinecittà. Il 12 marzo, sei ragazzi del liceo linguistico si sono avventurati in una nuova esperienza, vissuta con grande emozione, dopo un viaggio di quattro ore con destinazione Roma!

Già davanti ai cancelli che dividono il mondo reale da quello dello spettacolo, i nostri animi cominciavano a gioire: Irene era esaltata e desiderosa di vedere dal vivo finalmente, dopo tante peripezie, il suo adorato Leon Cino. Antonio, con la scusa di accompagnarla, sperava di vedere Maria Zaffino e Rossella Brescia (e chi può dargli torto?). Barbara era incuriosita di conoscere quel mondo che tanto l'appassiona. Sara invece era euforica, un po' perché era la prima volta che partecipava ad una trasmissione televisiva, un po' per l'emozione di vedere il tanto criticato Raffaele. Chiara, aspirante cantante, cercava di carpire ogni singolo segreto delle spettacolo. Infine c'era la nostra mascotte Francesca, fanatica del programma, tanto da esservi stata già anche il giorno precedente per la messa in onda del pomeriggio.

Non scorderemo mai l'attimo in cui abbiamo oltrepassato la porta dello Studio 5: i riflettori accecanti, il famoso e conosciuto palco rosso illuminato. Noi seduti su quei gradini, trepidanti per l'attesa, finché quel "3, 2, 1, IN ONDA" ha investito i nostri cuori. Incredibile: eravamo lì, in tv! Dal vivo è tutto più naturale, meno strutturato: quasi non ci rendevamo conto della presenza delle telecamere. Negli stacchi pubblicitari le ragazzine (comprese noi!) cercavano di raggiungere i propri idoli semplicemente per avere un contatto con loro o scambiarsi un sorriso. Durante le esibizioni dei protagonisti anche noi partecipavamo, ballando e cantando a squarcia gola senza freni inibitori, quasi a voler far parte dello spettacolo. A trasmissione terminata eravamo così felici e soddisfatti di aver realizzato ognuno il nostro piccolo sogno, tanto da non sentire assolutamente la stanchezza e di decidere immediatamente di  ritornare. E così, rieccoci sul pullman diretto a Roma, il 26 marzo, per la finale.

Arrivati davanti al "nostro" cancello, però, l'attesa si prolungava troppo: erano le 20 ed ancora non sapevamo se e quando saremmo entrate e cominciava anche a girare la voce che c'era stato un errore organizzativo della redazione del programma. Infatti quel cancello "maledetto" si apre e una voce ci urla di restare calmi e in silenzio e che dovevamo andarcene e tornare a casa a vedere la trasmissione in tv. Abbiamo iniziato ad imprecare, offendere, sbattere contro il cancello, tentando di convincere gli organizzatori a far entrare almeno i minorenni del nostro gruppo. A trasmissione ormai iniziata, venti di noi sono riusciti ad entrare e tra i fortunati c'eravamo proprio noi: Barbara, Sara, Claudia, Sofia, Lavinia e Francesca. Nonostante la tristezza per chi era rimasto fuori, noi, essendo per così dire "privilegiate", volevamo goderci al massimo ogni istante dello spettacolo. Senza neanche accorgercene siamo arrivate al momento del verdetto finale della sfida: tutti si alzano ad applaudire, si crea suspance, le luci si abbassano, il volume della musica aumenta, e la foto del vincitore compare sul maxischermo: IVAN! L'euforia era alle stelle, il caos più totale. Tra urla e coriandoli, ci eravamo quasi dimenticate dell'inconveniente iniziale e della corsa per entrare di nascosto.

Con il sorriso stampato sulle labbra ci siamo avviate verso il nostro pullman, dove ci attendevano gli esclusi che ci hanno tempestato di domande. Per noi è stata un'emozione indescrivibile e, forse, irripetibile, ma chissà se un giorno non ci torneremo da tifosi o partecipanti. Per ora, comunque, possiamo esclamare: "quel 26 marzo IO C'ERO!"

29 Aprile 2006: Barbara Di Leo e Sara Gendrini

Sanremo 2006

Festival di Sanremo: una tradizione nazionale di arte musicale da 56 anni, ma vi è dato il giusto spazio alla musica? Sicuramente quest'anno sì, anche se non sono mancati momenti comici e di intrattenimento, grazie ai monologhi del mitico Giorgio Panariello e alle battute della spigliata Vittoria Cabello.
Non è mancata neppure la presentatrice che incarna la bellezza italiana, ovvero Ilary Blasi. E' risultata deludente la presenza del popolare John Travolta, che non ha affatto soddisfatto le aspettative del pubblico, uscendo di scena anche prima del tempo previsto dal copione, mentre è stata emozionante e coinvolgente la presenza del diciottenne Jesse Mc Cartney, idolo del momento, che con la sua canzone e la sua verve è stato apprezzato soprattutto dalle ragazzine.

Ma le canzoni in concorso? Quella che ha suscitato maggior scalpore è stata senza dubbio la performance della stravagante Anna Oxa, che ha cantato, come un recitativo, il suo pezzo, difficile da comprendere e da interpretare, tanto che è stata subito eliminata.
Risultati finali: tra i gruppi al primo posto si sono classificati gli "storici" Nomadi, con la canzone "Dove si va", in cui il tema centrale è la disperazione di vivere e amare in un mondo dominato dall'odio e dalle guerre. Per le donne, la vincitrice è stata Anna Tatangelo, con un brano scritto dal grande paroliere Mogol, "Essere una donna". Il primo posto assoluto, con "Vorrei avere il becco", è stato assegnato a Povia, un ragazzo che ha lavorato per 18 anni come cameriere, ma che ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di diventare un grande cantante e, a quanto sembra, ce l'ha fatta!

11 Aprile 2006: Barbara Di Leo
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