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Tra i banchi di scuola insegnava Storia dell’Arte, in pensione racconta le storie della Resistenza.
Dopo la biografia storica Il tenente Gino e il soldato Giovanni, Nedo Bianchi, insegnante del Liceo Scientifico attualmente in pensione, torna in libreria presentando, con Effigi Editore, un avvincente racconto partigiano, Mafalda e la siepe di ginestre.
Passando, con una scrittura asciutta e essenziale dal genere storico precedente a quello narrativo, l’autore ci presenta, senza cedere alla retorica, uno spaccato corale della terra maremmana.
Protagonista una giovane donna che nel corso della sua vita sarà costretta ad assumere tre nomi. Il primo, Lenina, le era stato assegnato le per ragioni ideologiche dal padre nel 1921, il secondo, Mafalda le era sato imposto da un tribunale speciale fascista. L’ultimo, Elena, convenzionale per esigenze di clandestinità partigiana. Tre nomi che le frantumeranno il tempo e l’anima nello scenario del borgo natio e le colline della Maremma.
Dopo una adolescenza povera ed umile ma dignitosa, lo zio confinato a Ponza, la guerra partigiana vissuta nel pericoloso ruolo di staffetta, il trauma della morte del suo comandante, finalmente la fine della guerra ed il ritorno a casa. La ragazza ritroverà il suo ambiente originario nel quale però non saprà né vorrà reintegrarsi. Ragioni sociali ed esistenziali la porteranno ad una necessaria quanto dolorosa scelta.