[LOGO]

Spazio gite: La scuola fuori dalla scuola

Prima gita scolastica di due innamorati

città della scienzaSiamo pronti, io e Matteo per partire per la nostra prima gita scolastica da innamorati. Guardiamo l'orologio. Ore 6.30 del 19 aprile 2009: partenza per la gita a Napoli che durerà 4 giorni. Noi ragazzi di I DL e I BL siamo felicissimi, nonostante l'ora, di passare dei giorni tutti insieme sulla costa sorrentina.
Il primo giorno visiteremo la Città della Scienza a Napoli. Nessuno di noi voleva vedere noiosi esperimenti scientifici, ma ci siamo ricreduti! Il museo è stato edificato in un'antica industria chiusa già da molto tempo ed è dedicato alla spiegazione dei fenomeni naturali e alla storia delle scoperte scientifiche. Altri spazi dell’ex complesso industriale ospitano strutture di ricerca e di lavoro, centri congressi e aree di intrattenimento, che progressivamente si vanno aggiungendo.
Abbiamo provato molti esperimenti sull’energia dei fulmini, l'equilibrio, i principi dei grandi scienziati come Newton oppure, il più divertente, sull'elettricità dei capelli.

Il giorno dopo ci siamo incontrati con una guida che sul bus ci ha raccontato di Pompei, la città fantasma ai piedi del Vesuvio che nel 79 d.C. fu teatro della morte di molte persone. Dagli scavi archeologici è stata infatti portata alla luce la città sommersa dalle ceneri dell'eruzione del vulcano: il 24 Agosto apparve sul Vesuvio una grande nuvola; i gas già nella stessa notte fecero esplodere la lava solidificata che ostruiva il cratere del vulcano, riducendola in innumerevoli frammenti, i lapilli, che furono scagliati su Pompei, insieme con una pioggia di cenere così fitta da oscurare il sole per giorni. Fra terribili scosse telluriche ed esalazioni di gas venefici, la città cessò d'esistere quello stesso giorno, rimanendo per secoli sepolta sotto oltre sei metri di cenere e lapilli. Si è calcolato che circa duemila sarebbero state le vittime, alcune avvelenate dai gas durante la fuga, altre stritolate nelle loro stesse case dai tetti crollati sotto il peso dei lapilli.

Pompei

Plinio il Giovane fu testimone dello spaventoso spettacolo “il cui aspetto e forma nessun albero può rappresentare meglio di un pino” e ne dà una descrizione impressionante, narrando anche la fine tragica dello zio (Plinio il Vecchio) che, trascinato dalla passione scientifica, volle andare a vedere più da vicino lo spaventoso fenomeno e morì. Sulle fiamme che salivano altissime si distese una immensa e nera nuvola che oscurava il sole. Un diluvio di lapilli e scorie incandescenti si riversò su Pompei. Crollarono mura e tetti e poi un’ondata di cenere mista ad acqua cancellò ogni forma di vita. Nel buio la scena apocalittica era accompagnata da fulmini, terremoti e maremoti. I pochi superstiti che cercavano scampo vennero raggiunti e uccisi dai gas velenosi che si propagavano ovunque. Questo inferno durò tre giorni e poi il silenzio. Una coltre di morte, con cinque o sei metri di spessore, si stese da Ercolano a Stabia. Della città quasi si perse la memoria, al punto che, quando alla fine del XVI secolo l'architetto Domenico Fontana, nel costruire un canale di derivazione del Sarno, scoprì edifici con pareti affrescate, non vi riconobbe i resti dell'antica Pompei. Gli scavi iniziarono sotto i Borboni, ma solo per depredare la città delle opere più interessanti, opere che ben presto formarono il grande Museo Nazionale di Napoli. L’eccezionale stato di conservazione venne in parte recuperato con Giuseppe Fiorelli nel 1860. Questi operò scavi sistematici e accorti e fu il primo a rilevare le impronte colando il gesso nello spazio lasciato dalle sostanze organiche dissoltesi nel lapillo compatto; con questo sistema ripresero forma i corpi degli uomini e degli animali, le piante, gli oggetti polverizzatisi millenovecento anni fa. Nei decenni che seguirono, l’opera di restauro e di ripristino raggiunse livelli eccezionali: gli edifici furono ripristinati dalle fondamenta al tetto ed ogni cosa ritornò alla luce. Questo tipo di esplorazione sempre più perfezionata prosegue nella città ancora non scoperta e Pompei, in questi ultimi anni, sembra ancora risorgere miracolosamente, quasi si ridestasse dopo un sonno di diciannove secoli. Oggi Pompei ci appare in quasi tutta la sua estensione e ci riporta al giorno in cui il destino fermò il corso della sua storia. Le scritte elettorali sui muri, le suppellettili domestiche, le botteghe: tutto sembra ancora vivo; la tragedia di Pompei non ha distrutto la città, vi ha solo fermato il tempo per restituircela con l'aspetto che essa aveva in quel preciso giorno del 79 d.C.

CapriIl giorno successivo ci aspettava una lunga e faticosa escursione ad una delle isole più belle di tutto l'arcipelago napoletano: Capri. Col traghetto siamo arrivati nel porto caprese e, nonostante il brutto tempo che ci ha perseguitato, siamo riusciti a capire subito la bellezza di questa isola. Con la funivia siamo andati in Piazza Umberto I, la più importante di tutta Capri. Da qui ci siamo diretti da soli verso i Giardini di Augusto, da dove avremmo potuto ammirare i Faraglioni, simbolo dell'isola, e uno spettacolare panorama lungo la via Krupp, lo stradone che va al mare. Io e Matteo ci siamo resi conto che questo è uno dei paesaggi più emozionanti per due fidanzati come noi: lì su quel terrazzo ho ricevuto la sua dichiarazione d’amore! E lo sfondo del mare ha aggiunto magia al momento! Lo consiglio a tutti gli innamorati!

foto 4Pronte le valigie, siamo andati verso Napoli. Il bus si è fermato a Castel Nuovo o Maschio Angioino, una vecchia fortezza dove ha sede la Società napoletana di storia patria e un museo. Poi ci siamo diretti verso Piazza del Plebiscito, dove si trovano il famoso bar Gambrinus e la galleria Umberto I.

Abbiamo visitato poi Piazza San Domenico Maggiore, Piazza Gesù Nuovo, con la omonima Chiesa, Santa Chiara e poi il Duomo con la reliquia di San Gennaro. Abbiamo attraversato anche Spaccanapoli, Via Roma (o Toledo), passando dalle famose vie dove si possono comprare le statuine del presepe e i simboli più famosi di Napoli: i corni portafortuna. Ci siamo fermati anche alla migliore pasticceria napoletana, “Scaturchio”.Mi ha emozionato moltissimo questa prima gita delle Superiori, ma soprattutto il trascorrere 4 giorni interi con il mio ragazzo e le mie amiche vedendo le meraviglie della Campania! Viaggiare insieme ci ha reso più uniti, più vicini e, inoltre, abbiamo imparato cose nuove, interessanti e curiose, rimanendo molto soddisfatti di tutte le promesse mantenute dalle nostre professoresse accompagnatrici! (prof. Arena, Campo, Dal Monte).

5 Maggio 2009: Beatrice Mazzolli ID & Matteo Chelli IB
Collegamenti utili:
Copyright © 2009 Istituto Superiore Follonica