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Il giorno 7 maggio 2008 la mia classe,la IIDL,insieme alle due prime del liceo linguistico, si è recata a Montecristo.
La giornata è cominciata verso le otto di mattina,quando ci siamo imbarcati al porto di Castiglione della Pescaia sulla barca che ci avrebbe condotto a Montecristo. Dopo circa un'ora e mezzo di navigazione siamo giunti finalmente a destinazione nella spiaggia di Cala Maestra (l'unico punto di approdo). Lo spettacolo che avevamo davanti agli occhi era meraviglioso. Un'acqua limpidissima con tanti piccoli pesci che nuotavano in gruppo. peccato che,nonostante paresse che l'acqua ci chiamasse per un bagno,non potevamo poiché Montecristo è una riserva protetta e molte cose sono proibite al fine di mantenere l'ecosistema intatto.
Qui vivono specie animali e vegetali che resistono in poche altri parti,come la vipera di Montecristo, il discoglosso sardo (un anfibio presente solo nell'isola e in Sardegna, le capre selvatiche e, fino agli anni 70, una colonia di foche monache, ormai scomparse nel Mediterraneo. Per conservare questo patrimonio,l'accesso all'isola è concesso solo con un permesso speciale dato dalla forestale di Follonica,infatti in un anno sono ammessi solo 1000 visitatori e sono vietate la pesca e la navigazione entro mille metri dalla costa.
E' iniziato il tour dell'isola tra sentieri impegnativi sui quali siamo diventati dei piccoli "Indiana Jones"! Dopo qualche ora sotto il sole cocente siamo arrivati alla grotta del Santo dove io non sono andata perché dovevamo percorrere uno strapiombo attaccati ad una corda! Quando il gruppo si è riunito, siamo ripartiti per quel che rimane di un monastero più volte saccheggiato dai cercatori del mitico tesoro nascosto dai frati (che ha ispirato il romanzo "Il conte di Montecristo"). Qui abbiamo fatto una breve sosta per mangiare e riposare prima di affrontare la discesa. Dopo, abbiamo raggiunto il piccolo museo di storia naturale nel quale sono conservati alcuni animali imbalsamati che si trovavano, o si trovano nell'isola. Dopo circa quattro ore, siamo ripartiti da Cala Maestra per tornare a Castiglione!
Ringrazio le professoresse ed Eugenio (l'accompagnatore della forestale), che ci hanno permesso di vivere un'esperienza unica, una giornata nella natura, come difficilmente capita!
9 Giugno 2008: Serena PratesiÈ stata necessaria una levataccia per poter partire alla volta di Roma la
mattina del 20 Aprile 2008.
Infatti il ritrovo dei partecipanti era previsto per le ore 6:45 davanti
all’Istituto superiore di Follonica.
Si sono mossi due autobus verso la città eterna, carichi di alunni
insonnoliti ma molto eccitati ed entusiasti per quello che avrebbero imparato
e quello che avrebbero combinato!!!
In tarda mattinata è stata
effettuata una visita guidata presso gli scavi di Ostia Antica.
Le fonti romane ci parlano di una fondazione di Ostia da parte del re Anco
Marzio (VII sec.), ma di essa non ci è pervenuta alcuna documentazione a
riguardo. L’insediamento a noi noto viene fondato da Roma nel IV sec. a.C.
con funzione di colonia militare per il controllo della costa. Fin
dall’origine, Ostia è anche un porto fluviale, dal quale, a partire dal II
sec. a.C., dipende l’approvvigionamento granario dell’Urbe. Divenuta
"colonia romana" a pieno titolo e pertanto dotata di magistrati propri, Ostia
è protagonista di un ingente sviluppo economico e demografico.
L’insediamento assume una sua fisionomia particolare, sia spaziale che
sociale.
Dopo la fondazione della cinta muraria, presumibilmente progettata da
Cicerone, la città fu oggetto di una accurata pianificazione urbanistica, il
cui ruolo determinante ebbero gli interventi degli stessi imperatori. Questi
ultimi, infatti, mantennero uno stretto legame con la città-porto, il cui
funzionamento era effettivamente condizione della pace sociale di Roma. La
decadenza della città iniziò nel III e divenne inequivocabile nel V sec., a
causa di un progressivo abbandono.
Dopo il pranzo le quattro classi (ID;IE;IID;IIC) si sono recate al Foro Italico dove si trovano le più importanti strutture sportive di Roma. Qui hanno potuto fotografare lo stadio Olimpico, il campo di atletica e la piscina olimpionica.
Verso l’ora di cena le
classi hanno raggiunto l’hotel, situato a Rocca di Papa, non troppo
distante dalla capitale. Lunedì 21, subito dopo la colazione sono partiti
per Roma dove hanno visitato le Catacombe di San Callisto e successivamente
le Fosse Ardeatine. Le catacombe di S. Callisto sono tra le più grandi e
importanti di Roma. Sorsero verso la metà del secondo secolo e fanno parte
di un complesso cimiteriale che occupa un'area di 15 ettari di terreno, con
una rete di gallerie lunghe quasi 20 chilometri, posizionate su diversi
piani, e raggiungono una profondità superiore ai 20 metri. In esse trovarono
sepoltura decine di martiri, 16 pontefici e moltissimi cristiani.
Prendono nome dal diacono S. Callisto, che, all'inizio del III secolo, fu
preposto da Papa Zefirino all'amministrazione del cimitero, così le
catacombe divennero il cimitero ufficiale della Chiesa di Roma. Le Fosse
Ardeatine sono invece il luogo di sepoltura dei 335 uomini vittime
dell’eccidio del 23 Marzo 1944.
Nel pomeriggio i
ragazzi hanno avuto tempo per visitare il centro di Roma: piazza Navona,
piazza di Spagna, via del Corso e il Pantheon. Il Pantheon è un edificio di
Roma antica costruito in origine come tempio dedicato a tutti gli dèi, o
meglio alle 7 divinità planetarie (Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove,
Mercurio, Marte). Dall'inizio del VII secolo il Pantheon è una chiesa
cattolica.
I Romani lo chiamano amichevolmente la Ritonna ("la Rotonda"), da cui il nome
della piazza antistante. Il punto in cui sorge non è casuale ma è un luogo
leggendario della storia della città.
Secondo una leggenda romana, infatti, questo era il posto dove il fondatore
di Roma, Romolo, alla sua morte fu afferrato da un'aquila e portato in cielo
fra gli dei. Il nome deriva da due parole greche pan, "tutto" e teon
"divino". Domiziano nell'80 d.C, lo ricostruì dopo un incendio, trent'anni
dopo colpito da un fulmine prese nuovamente fuoco. Fu allora ricostruito
nella sua forma attuale dall'imperatore Adriano, sotto il cui regno l'impero
di Roma raggiunse il culmine del suo splendore. Infatti, il Pantheon unisce
ad una struttura cilindrica, di chiaro stampo romano, lo splendido colonnato
esterno d'ispirazione greca. Verso le ore 19 i gitani sono rientrati in
albergo. Il giorno dopo le classi si sono trasferite a Tor di Quinto dove
hanno assistito ad una spiegazione dei ruoli e delle funzioni del R.I.S
(Raggruppamento Investigativo Scientifico) da parte di un carabiniere esperto
in materia.
Nel pomeriggio si è tenuta la visita guidata al
Colosseo, costruito dopo la morte di Nerone, avvenuta nel 64 d.C..
I ragazzi si sono divisi in due gruppi ed hanno seguito a turno le
spiegazioni accurate delle guide. Uno dei due gruppi ha avuto la possibilità
di visitare il Campidoglio, sede del comune di Roma, e l’altare della
patria, ideato dall’architetto Angelo Zanelli.
Mercoledì 23 le classi hanno visitato il Museo della Civiltà Romana, che
si trova a l’EUR, e la basilica di San Pietro.
Europa è il nome del trentaduesimo quartiere di Roma.
Si trova nell'area sud della città, a ridosso del fiume Tevere. Noto con il
nome di EUR, è un quartiere moderno celebre per la sua architettura
razionalista, concepito e costruito in occasione dell'Esposizione Universale
che avrebbe dovuto tenersi nella Capitale per celebrare il ventesimo
anniversario della Marcia su Roma fascista (1922) nel 1942.
La manifestazione venne poi annullata a causa della Seconda Guerra Mondiale,
ed il quartiere, allora in fase di costruzione, venne completato in tempi
successivi.
Il museo presenta una fisionomia del tutto
particolare nel vasto panorama delle istituzioni museali di Roma. Il
materiale esposto, infatti, è costituito da calchi, riproduzioni e plastici
ricostruttivi di complessi architettonici e monumenti dell’impero romano.
Il materiale esposto, suddiviso in 59 sezioni, occupa una superficie di
12.000 metri quadrati ed è ordinato in sale di un’altezza media di 10
metri, tale da consentire la ricostruzione in scala 1:1 di facciate di
monumenti.
Le prime 15 sale offrono una sintesi storica di Roma dalle origini al VI
secolo d.C.; le rimanenti documentano vari aspetti della civiltà romana e la
sua cultura materiale. Il museo ha dunque un grande valore documentario e
didattico. Tra i pezzi di maggior pregio, il grande plastico di Roma antica
ai tempi di Costantino I (IV secolo d.C.). Il modello (al quale è dedicata
una sala intera) è in scala 1:250.
La ricostruzione, realizzata dall’architetto Italo Gismondi, risponde a
rigorosi criteri scientifici, avendo come base la Forma Urbis Severiana, una
carta marmorea risalente al III secolo d.C., e la Forma Urbis Romae
dell’illustre archeologo Rodolfo Lanciani. Il modello inoltre continua ad
essere aggiornato e modificato alla luce di nuove scoperte.
Dopo l’uscita da San Pietro, i ragazzi hanno avuto la possibilità di girare per i negozi di corso Ottaviano per acquistare souvenirs e ricordini.
Nonostante qualche piccolo imprevisto... la gita è risultata da tutti gradita, sia per tutto ciò che abbiamo imparato, sia per i bei momenti che abbiamo potuto vivere con persone che non conoscevamo prima di questa esperienza.
20 maggio 2008: Chiara MartellucciAsterdam, definita la Venezia del Nord per il suo sistema di canali, è una delle mete turistiche più gettonate, capitale del divertimento e del proibito, famosa per la frenetica vita notturna. È rinomata anche per le molteplici attività culturali, le architetture antiche e moderne, e i suoi musei (Van Gogh Museum, Rijksmuseum, Casa di Anna Frank, solo per citarne alcuni). Una città da visitare in ogni stagione! Le piazze affollate ed i caffé di Amsterdam sono il centro del divertimento della città: da Piazza Dam al Palazzo Reale, a Leidseplein, a Rembrandtplein con le sue discoteche. Importante è anche la musica, molto diffusa è la cultura dei ‘concerti gratuiti di mezzogiorno’.
I Musei rappresentano una delle principali attrazioni turistiche
di Amsterdam: più di 50 musei che ogni anno attraggono milioni
di visitatori accontentando i più svariati interessi. Accanto
ai capolavori del Secolo d’Oro e dell’arte moderna e
contemporanea, troviamo cinema, teatro, fotografia, storia e musei
‘tipicamente Olandesi’ come, ad esempio, lo Scheepvaart
Museum (con una replica di un veliero mercantile settecentesco
ancorato all’esterno e visitabile). Amsterdam ha inoltre
più di 45 sale cinematografiche, dalle moderne multisala ai
cinema d’essay.
Musei dal patrimonio artistico inestimabile, piazze fulcro di
vivace vita diurna e notturna, mercatini e parchi che fanno parte
della tipica 'Dutch way of life'.
Il Van Gogh Museum, con i suoi 200 dipinti e 550 fra disegni e
acquerelli, rappresenta una delle più grandi collezioni
mondiali dedicate al pittore olandese. La collezione permanente,
disposta su tre piani, permette di seguire l’evoluzione
artistica di Van Gogh in ordine cronologico e suddiviso in 5
periodi: l’Olanda, Parigi, Arles, Saint-Remy e
Auvers-sur-Oise, in modo da mettere in evidenza i diversi 'periodi'
attraversati da Van Gogh (dai 'Mangiatori di patate' al soggiorno
Parigino, dal periodo 'impressionista' di Arles alle ultime opere
che lo resero precursore del Movimento Espressionista) ospitando
anche oggetti personali e lettere scritte al fratello Theo.
Il Rijksmuseum (Museo Nazionale), il più grande museo
d'Olanda, offre un’estesa panoramica sull'arte olandese (con
i capolavori del XVII secolo di maestri quali Rembrandt e la sua
Scuola). Il museo fu fondato da Luigi Napoleone.
Famosa è anche Piazza Dam, dal cui nome deriva quello di Amsterdam, che rappresenta oggi il ‘cuore’ della città. E' dominata dal Palazzo Reale (Koninklijk Paleis) e dalla Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk). Il primo, sede originaria del Municipio e oggi residenza della Regina nei suoi soggiorni in città, è caratterizzato dall’imponente facciata neoclassica; la seconda, la chiesa in cui vengono incoronati i sovrani olandesi, è sede di manifestazioni culturali. la piazza è, per così dire, divisa in due da traffico di auto e tram. in essa svetta, opposto al Palazzo Reale, il Nationaal Monument, obelisco di pietra alto 22 metri, dedicato alle vittime della Seconda Guerra Mondiale.
Café, hotel e negozi e il Museo delle cere di Madame Tussauds si affacciano sull’affollata Piazza, spesso occupata da bancarelle, Luna-Park e giostre, in occasione delle principali festività, e persino da una pista di pattinaggio su ghiaccio durante il periodo Natalizio.
Leidseplein è sicuramente uno dei centri del divertimento e della vita notturna di Amsterdam: l’area attorno a questa piazza pullula di café, pub, club, coffeeshops, ristoranti di ogni genere, hotel, teatri, cinema e centri culturali.
Da non dimenticare è la Anne Frank House, la casa dove per piú di due anni Anna Frank e la sua famiglia si nascosero, insieme ai Van Pels e Fritz Pfeffer, museo sin dal 1960. L'edificio ospitava anche l'attivitá commerciale del padre di Anne, Otto Frank; il personale dell'ufficio aiutava le 8 persone nascoste provvedendo a cibo e notizie dall'esterno. Il rifugio era nascosto da una libreria semovibile costruita per l'intento. Il 4 agosto 1944 il nascondiglio viene scoperto e gli occupanti vengono deportati in differenti campi di concentramento, solo Otto Frank sopravviverá agli orrori della Guerra. Il Museo mostra le stanza vuote, ma l'atmosfera é rimasta invariata: citazioni dal diario, documenti storici, filmati dell'epoca, fotografie e oggetti personali aiutano il visitatore a capire gli eventi avvenuti in questa casa. Ovviamente, anche il diario originale di Anne Frank é in mostra. Sebbene le stanze siano vuote, la disposizione di oggetti personali, fotografie, documenti storici e filmati evocano l'atmosfera in cui si svolsero i fatti: per non dimenticare.
Celebri sono anche : il Rembrandthuis museum - Casa di Rembrandt. Lla casa dove il pittore visse dal 1639 al 1659 è oggi un museo che raccoglie, oltre a oggetti personali, un’ampia collezione di acqueforti del Maestro e dipinti di artisti che lo ispirarono (ad esempio Pieter Lastman).
Film museum è sia sala cinematografica che museo; Joods Historisch Museum – Museo Storico Ebraico, formato da 4 sinagoghe, ospita una ricca collezione riguardante la cultura ebraica in Olanda; ARCAM – Centro di Architettura di Amsterdam esibisce in mostre temporanee tutti gli aspetti dell’architettura di Amsterdam, ed è situata all’ultimo piano di un edificio dal design veramente unico; Museo del Teatro: NEMO Progettato da Renzo Piano, imponente edificio, ospita il più grande e futuristico museo di Scienza e Tecnologia d’Olanda; Persmuseum – Museo della Stampa; Madame Tussaud, il famoso museo delle cere che ha dal 1991 una sede anche ad Amsterdam; Torture museum dove poter vedere quali strumenti crudeli è stato capace di inventare l’uomo pur di estorcere confessioni ai tempi dell’Inquisizione. Più curioso è invece il Katten Kabinet – il Museo del gatto, che si trova in una splendida dimora storica del XVII secolo situata nel cuore di Amsterdam e sui due piani occupati dalla mostra permanente tutto ci parla dei gatti nel corso dei secoli attraverso dipinti (presenti alcune opere di famosi artisti quali Steinlen e Picasso), e oggetti d’arte. Il museo è dedicato a J.P. Morgan (famoso ne è il ritratto), il gatto del fondatore del museo!
12 febbraio 2007: Sara GendriniDo you speak English? Questa è la tipica frase in inglese che quasi tutti gli Italiani sanno pronunciare. Ci sono, poi, quelli che vogliono approfondirne la conoscenza e quelli che si fermano qui. Io sono una che ha voluto approfondire.
Sin da quando avevo 8 anni, la lingua inglese mi ha sempre affascinata, l’ho sempre affrontata con passione a scuola (è una delle poche materie che non mi pesa affatto studiare) e il mio sogno è sempre stato andare a Londra.
Finalmente, a 18 anni, sono riuscita a realizzarlo: ho vinto una borsa di studio delle poste italiane che mi ha permesso di trascorrere un intero mese in questa città favolosa.
Sono partita il 6 agosto dall’aeroporto di Roma, emozionata all’idea che da lì a poche ore sarei atterrata nella città dei miei sogni.
Appena arrivata, io ed un mio amico siamo stati portati nelle rispettive famiglie, che ci hanno accolto molto bene con una cena “very tasty”.
Stare in famiglia è la cosa più utile che ci possa essere per parlare l’inglese: sei costretto a farlo, altrimenti non ti capiscono!
Ogni giorno frequentavo la Francis King School of English, che mi è servita soprattutto per ampliare il mio lessico e per imparare ad esprimermi più disinvoltamente. Ma la cosa più bella della scuola è che ho potuto conoscere tante persone di nazioni diverse: Bulgaria, Sud Corea, Russia, Cecoslovacchia, Iraq. Ho, poi, conosciuto un gruppo di Italiani di varie regioni. Insieme andavamo a visitare i musei, facevamo passeggiate per i maestosi parchi di Londra, uscivamo la sera.
Lussuoso il palazzo di Buckingham Palace, interessante (anche se piccola) la casa di Charles Dickens e, poi, la National Gallery e il British Museum: la prima ricca di dipinti da tutto il mondo, il secondo di sarcofagi egiziani.
Mi sono ritrovata con una mia amica a sbraitare per degli attori alla prima di un film: Michael Douglas e Owen Wilson (più che vederli li abbiamo intravisti tra gli spintoni e le braccia alzate delle persone davanti!). Ma eravamo contente di essere state alla prima di un film per la prima volta.
Un altro evento importante è stato il Notting Hill Carnival, il secondo nel mondo dopo Rio de Janeiro. Devo dire che merita appieno questa posizione: musiche caraibiche, costumi spettacolari.
Pochi giorni dopo il carnevale, siamo tornati in Italia e credo che tutti si siano sentiti molto più ricchi di prima, più consapevoli della varietà e bellezza che ci può essere in una città tradizionale, ma, allo stesso tempo trasgressiva e multiculturale, come Londra.
29 gennaio 2007: Barbara Di LeoDal 2 al 5 aprile, tre classi del liceo hanno trascorso 4
fantastici giorni nella capitale, alla scoperta di ogni dettaglio
artistico e storico.
Roma non è stata l'unica destinazione degli studenti.
Accompagnati dalle loro professoresse, hanno infatti visitato anche
l'antica città romana di Ostia.
Questa è stata la prima tappa del tour, che ha riscosso un
gran successo tra i liceali. Vecchie mure e vecchi edifici, vecchi
alloggi e anche vecchie abitudini dei romani che colonizzarono la
città.
Lo stupore dei ragazzi non è dipeso solo dal fatto che
ciò che rimane di Ostia è molto ben conservato, ma
soprattutto dall'apprendere che quasi tutte le attività, i
divertimenti o i semplici passatempi degli antichi Romani
risultavano essere molto interessanti e gli studenti pendevano,
così, dalle labbra della guida.
Iniziava, così, una gita scolastica che alla partenza non
entusiasmava nessuno e che, invece, già si stava rivelando una
stupenda esperienza, nonostante i vari inconvenienti che, poi, si
sarebbero verificati (smarrimento di una borsa e, ovviamente, di
tutto il suo contenuto; un piccolo incidente al pulman ...).
Poi abbiamo visitato Frascati, dove abbiamo trascorso un gradevole pomeriggio all'ombra degli alberi di un parco giochi, mentre abbiamo dovuto rinunciare alla visita a Castel Gandolfo, residenza estiva del papa, a causa di un tamponamento subito dall'autobus. La sera nell'albergo, a pochi chilometri dalla capitale, eravamo già molto stanchi e abbiamo recuperato sonno e stanchezza soltanto il giorno dopo dormendo sul pullman verso Roma, mentre le nostre mitiche professoresse ci accusavano di non essere in grado neppure di affrontare una gita di soli 4 giorni!
Eccola! Le porte di Roma erano proprio davanti ai nostri occhi,
ma la lunga camminata che ci avrebbe permesso di visitare i suoi
monumenti più importanti era prevista per il pomeriggio. La
tappa mattutina era dedicata alle catacombe romane: un luogo strano
ed insolito, addirittura angosciante, a dire la verità. Vedere
tutte quelle tombe (fra cui quelle di alcuni dei primi papi)in
tutto quel buio: la maggior parte dei ragazzi erano spaventati o
inquietati da quel luogo, 20 metri sotto terra. Una visita comunque
molto interessante! Ore 3 del pomeriggio: inizia il fantastico giro
nel centro di Roma. Piazza di Spagna, fontana di Trevi, Pantheon,
piazza Navona: uno splendore!
Ma ci mancava ancora il monumento più importante di tutti: il
Colosseo.
Per quello abbiamo dovuto attendere fino alla mattina del terzo
giorno, quando la stessa guida di Ostia ci ha illustrato la storia
del grande anfiteatro e anche fatto visitare il foro Romano.
Un'altra tappa importante era prevista lo stesso giorno: Il
Vaticano e San Pietro. Una lunga fila per entrare, compensata dalla
vista della magnifica basilica, dalla maestosa architettura esterna
e dagli affascinanti dipinti e sculture all'interno.
Non è mancato il tempo libero, dedicato, ovviamente, allo
shopping: vestiti nuovi, regalini per casa e souvenirs di Roma.
E poi quella che avrebbe dovuto essere, forse, la tappa più
interessante: la visita ai laboratori del RIS. Un'occasione da non
perdere, che, però, non ha coinvolto particolarmente nessuno
studente. Probabilmente, la visita alla caserma più grande e
più bella che avessimo mai visto sarebbe stata molto più
interessante se non fossimo stati così stanchi e assonnati da
non riuscire a seguire le spiegazioni dei carabinieri. Un vero
peccato. Eravamo affascinati e sbalorditi, ma ormai la voglia di
tornare a casa cominciava a farsi sentire.
E, infatti, anche l'ultima tappa del nostro lungo tour, Villa
Adriana, molto bella come tutto ciò che abbiamo visitato, non
è risultata abbastanza interessante da farci dimenticare la
stanchezza.
Le 16:30. L'autista mette in moto l'autobus e si avvia verso
Follonica. Non sapevamo se gioire o no. Volevamo tornare a casa ma
si stava concludendo una bellissima esperianza e l'idea ci
rattristava.
Ancora oggi, a distanza di un mese, ricordiamo con nostalgia le
visite guidate, le lunghe passaggiate, il tempo libero e le serate
divertenti trascorse in albergo con i compagni. Una gita
immortalata in speciali fotografie che resterà nella memoria
di ognuno di noi.
Ci sono tre pensieri fondamentali che girano nella testa di un
ragazzo/a di 5a Liceo: gli esami di Stato, l'organizzazione del
veglione e la gita di sette giorni all'estero. Proprio di
quest'ultimo pensiero vorrei parlare con voi navigatori
follonichesi e non.
Quest'anno la gita si è svolta dal 24 al 30 Marzo e siamo
stati a Parigi.
Il giorno della partenza, ci siamo ritrovati gli alunni di tutte le
quinte (A,B,C) al parcheggio di piazza 1° Maggio, sotto un
acquazzone tremendo, ma con dentro quella voglia di divertimento e
quel desiderio di visitare cose nuove che solo una gita con i tuoi
compagni di cinque anni ti può dare. Seppur partiti con un po'
di ritardo (causa posizionamento valige), il viaggio scorreva
abbastanza veloce, grazie alla guida attenta dell'autista Bruno,
mentre i tre professori della spedizione, Sabatini, Poli e
Bastianini, non hanno dovuto fare molto per richiamare gli alunni
fin troppo disciplinati.
Dopo ore ed ore di viaggio, la stanchezza cominciava a farsi sentire e per scongiurarla iniziavano cori e duetti canori imperdibili (vedi Spagnesi - Mainetto in I belong to you). Prima della frontiera abbiamo caricato il secondo autista, Beppe, che si sarebbe rivelato figura di spicco nell'andamento della gita. Con due ore di ritardo siamo arrivati a Macon, cittadina a 390 km da Parigi, dove era previsto il pernottamento.
Dopo ore ed ore di viaggio, la stanchezza cominciava a farsi
sentire e per scongiurarla iniziavano cori e duetti canori
imperdibili (vedi Spagnesi - Mainetto in I belong to you). Prima
della frontiera abbiamo caricato il secondo autista, Beppe, che si
sarebbe rivelato figura di spicco nell'andamento della gita. Con
due ore di ritardo siamo arrivati a Macon, cittadina a 390 km da
Parigi, dove era previsto il pernottamento.
Già la prima sera abbiamo notato l'avversità francese nei
confronti di noi cittadini italiani, che veniamo considerati come i
Barbari che tentarono la conquista di Roma (quando si dice il
ribaltamento dei ruoli!).
Dopo la colazione, partenza per giungere a Parigi nel primo
pomeriggio. Dopo l'assegnazione delle camere, ci siamo subito mossi
per la visita al monumento più famoso della capitale, la Torre
Eiffel, sempre sotto la pioggia (stile nuvoletta di Fantozzi). Ai
piedi della Torre, il gruppo si è diviso, alcuni sono saliti
in cima, altri sono andati al Trocadero a fare le foto.
Tornati in albergo, ci siamo preparati per la cena prevista per le
ore 19:00, ma, visti i piatti proposti dagli chef francesi, i
ragazzi sono insorti chiedendo pizza e pasta al posto di insalate e
salse (l'insofferenza nei confronti del cibo è stato il leit -
motiv della gita).
La prima sera a Parigi è nata la mania del sette e mezzo, il
gioco di carte che ha coinvolto ragazzi e professori per tutta la
gita, creando sfide all'ultimo sangue.
Il secondo giorno è iniziato all'insegna della sofferenza,
visto che abbiamo dovuto abbandonare alcuni ragazzi in albergo alle
prese con febbre e mal di gola. Invece, per i ragazzi usciti in
escursione la giornata è trascorsa nel migliore dei modi,
soprattutto grazie alla visita al Louvre, che ha lasciato tutti a
bocca aperta con le sue grandi opere d'arte.
Poi, ci siamo diretti verso la chiesa di Notre Dame, con l'idea di
salire sulle torri per cercare Quasimodo, ma la fila lunghissima ha
distrutto le velleità dei ragazzi che si sono dovuti
accontentare degli unici gobbi presenti (gli juventini).
Dopo Notre Dame la comitiva si è spostata alla Sainte
Chapelle, la cosiddetta "porta del paradiso", uno spettacolo unico
che non è stato possibile vivere a pieno per la mancanza del
"nostro amico" Sole.
Dopo ripetute polemiche sulla cena, la truppa, agli ordini dei
"generali", si è spostata sugli Champs-Élysées: uno
spettacolo indescrivibile e l'Arco di Trionfo con il bandierone
francese era veramente una bellezza.
In albergo la vita scorreva tranquilla anche se alcune ragazze
hanno trovato in camera delle piattole.
Il 3° giorno a Parigi abbiamo visitato il museo Pompidou,
progettato dal grande Renzo Piano e la Defense, che sembrava la
città di Batman (Gotham City). La sera siamo ritornayi sugli
Champs e la mattina dopo siamo andati alla Cittadella della
scienza, dove abbiamo "girato" tra le materie scientifiche: anche
la matematica sembrava "divertente"!
Il pomeriggio la banda dei terribili follonichesi si è
spostata alla galleria La-Fayette e qui tutti, professori ed
alunni, si sono dati allo shopping più sfrenato possibile,
comprando vestiti, gioielli, cd, libri e prodotti per farsi
belli.
La sera non siamo potuti uscire a causa degli scontri in piazza,
che solo una telefonata dall'Italia ci ha fatto scampare.
Il giorno dopo siamo andati a Montmartre, dove in un mix
esplosivo sacro e profano si fondono, dando un risultato molto
caratteristico che attira milioni di turisti da tutto il mondo.
Nel primo pomeriggio, poi, siamo tornati in albergo per raccattare
i malati e, lasciata la capitale, con il nostro
pullman-lazzaretto, siamo arrivati nel tardo pomeriggio a
Bourg-en-Bresse, cittadina a 427 km a sud di Parigi, dove abbiamo
dormito.
L'ultimo giorno è stato trascorso tutto in pullman, con un
sottofondo di cori che ringraziavano professori ed autisti.
Alla fine, tutti, seppur stanchi ed affamati, siamo arrivati
sani e salvi alle nostre dimore.
Oltre a vari souvenir e foto, ci è restata la consapevolezza
di aver vissuto una bellissima esperienza, di aver visto una
città indimenticabile, di aver messo dentro di noi un ricordo
che non si cancellerà!
"Lasciate ogni speranza,voi che entrate", come direbbe il grande
Dante.
A voi, pochi net-surfers (navigatori, per capirci), che vi trovate
in questo nostro piccolo porto, affacciato sull' enorme oceano di
nome Internet, noi siamo la III C del Liceo scientifico, che vi
chiediamo: siete pronti ad immergervi con noi nel nostro viaggio?
SI, OVVIAMENTE!!!
Allora iniziamo...
Il 13 febbraio siamo partiti dalla stazione di Follonica diretti
a Brescia per uno straordinario, unico evento mai visto in Italia,
la mostra "Gauguin-Van Gogh l'avventura del colore nuovo". Colore
nuovo perché comprende il nuovo modo di intendere il colore,
sulla scia degli impressionisti accostando colori puri, primari e
secondari e creando un diverso modo di intendere la pittura.
(SCUSATE,ma un po' di spiegazione ci voleva).
Abbiamo inoltre visitato il Museo di Santa Giulia (ps. la mostra
era lì) e ci é stata descritta la storia di Brescia dalla
Brixia romana fino all'età moderna. Beh, Brescia é
"enorme" e visitarla tutta in soli 2 giorni é letteralmente
impossibile , comunque l'abbiamo visitata come Bresciani...
Vi spieghiamo: abbiamo conosciuto una classe seconda del liceo
scientifico A.Calini (dove insegna il prof. Paradisi, nostra
sentita perdita ), che ci ha accompagnato nel visitare la
città, facendoci da Cicerone, e così abbiamo partecipato
alla fiera del patrono, San Faustino, sotto una pioggia torrenziale
(mai piovuto così neanche a Londra!!!, opinione personale). Ci
siamo resi conto che il Capitolium, per non dimenticare mai i tanto
amati romani (scusate il commento) aveva più scale di quelle
che doveva scendere Ilary Blasi a Sanremo!
Nel pomeriggio avevamo via libera,come i cuccioli, e naturalmente
abbiamo visitato il centro della vita di Brescia con i suoi negozi,
bar, vie illuminate dalle insegne.
Ma,secondo tutti noi, il clou della gita era lo stare in
albergo, il punto massimo del divertimento,con Vanessa e Katharina
a letto con la febbre, un "maniaco" che telefonava nelle stanze
continuamente, e non posso descrivervi tutto, altrimenti!
E, per concludere, il viaggio in treno... eravamo tutti emozionati
e pieni di valigie (addirittura Giulia ne aveva tre,utilizzando il
facchino Bruno)
Al primo posto, Daniele che sbaglia fermata del treno e, a causa
della pioggia, corre e corre e corre, fino ad accorgersi di essere
solo, poi, grazie al mega urlo di Federica, riesce a "salvarsi",ma
non é finita: Fermata Seguente: anche le prof sbagliano, e
naturalmente noi al loro seguito!
A seguire, abbiamo le sfide al Calcio Balilla Studenti Vs Prof,
volete sapere chi ha vinto?? non ve lo diciamo per correttezza, vi
lasciamo un po' di mistero ( mica tanto, se applicate le particelle
di sodio che avete).
E medaglia di bronzo al record di persone sedute, sdraiate o
posizionate in qualche modo in un unico scompartimento del treno,
sparate una cifra: ben 12 persone ( considerando le valigie e
attrezzi vari). Potete ben immaginare i dolori seguenti!
Nell'albergo abbiamo avuto un po' di "problemi": i ragazzi non
si alzavano mai in tempo e per ben due volte abbiamo rischiato di
perdere il bus, ma anche i prof non erano da meno!!! NESSUNO é
PERFETTO
I pasti?? non ci sono parole.
Ma il momento migliore é stato l'arrivare alle undici di sera
all'albergo: immaginatevi 16 ragazzi che corrono con i loro
trolley, valigie e borse ridendo e scherzando allegramente. Non
osiamo immaginare i pensieri degli altri residenti.
Vi basta come immaginazione?? no?? beh, abbiamo un ultimo asso
nella manica per attirare la vostra attenzione (sempre che non ci
abbiate già lasciato dopo le prime due righe: confidiamo nella
vostra misericordia).
Dicevamo: (stavamo quasi per perdere il filo del discorso) se non
vi basta la nostra descrizione potete guardare i nostri momenti in
foto ( sono disponibili in tutti i negozi,ci credevate eh??)
e se ancora non vi basta vi diamo un consiglio. Andate, visitatela,
e BUON DIVERTIMENTO!!! Vi lasciamo, le nostre mani devono
riposarsi.
Le classi 4D e 4E della Sperimentazione Linguistica Brocca dell'Istituto Superiore di Follonica sono appena tornate da un soggiorno studio a Dublino di una settimana, dal 16 al 23 novembre 2005.
Le classi 4D e 4E della Sperimentazione Linguistica Brocca dell'Istituto Superiore di Follonica sono appena tornate da un soggiorno studio a Dublino di una settimana, dal 16 al 23 novembre 2005. Accompagnati dalle loro insegnanti di lingua e letteratura inglese, proff.sse Marta Bartolini e Jennifer Dyke, i 27 ragazzi partecipanti sono stati ospitati da famiglie irlandesi di Knocklyon, hanno seguito lezioni di letteratura riguardanti Oscar Wilde, George Bernard Shaw, James Joyce e Samuel Beckett, hanno letto ed analizzato brani tratti dalle loro opere, visitato siti di interesse storico, artistico, culturale e prettamente letterario quali l'Irish Writers' Museum, la Martello Tower, il Joycean Centre e la mostra su "Ulysses" presso la National Library, il Trinity College, la Long Room ed il Book of Kells, la Georgian House del 29, George St. e molti altri.
Le lezioni si tenevano ogni mattina presso l'International Study
Centre con insegnanti madrelingua, Kieran e Maria, che
accompagnavano i ragazzi anche nei pomeriggi dedicati alle visite
didattiche.
Vivendo presso famiglie del luogo, i ragazzi hanno avuto la
possibilità di immergersi nella cultura e nella civiltà
irlandesi ed hanno instaurato rapporti di amicizia e di simpatia
con i loro ospitanti.
Durante il soggiorno, i ragazzi hanno scritto anche degli
articoli ed una sorta di diario di viaggio corredato da foto ed
impressioni, che sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito
della scuola.
Un'esperienza sicuramente da ripetere, sia per lo sviluppo delle
abilità linguistiche sia per l'impatto culturale in senso lato
che un soggiorno così organizzato ha avuto sugli studenti.
per un resoconto completo della settimana studio a Dublino
30 Novembre 2005