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Spazio gite: La scuola fuori dalla scuola

Voyage a’ Paris

Prima gita scolastica di due innamorati

Road to Orvieto...

Il 13 Marzo, in una bella giornata di fine inverno, noi della Terza A del Liceo scientifico abbiamo potuto finalmente fare ciò che avevamo richiesto in vari consigli di classe: poter effettuare una gita.

La meta scelta era stata Orvieto, una località situata in Umbria, esattamente in provincia di Terni. Il giorno stabilito ci siamo alzati decisamente presto e siamo partiti alla volta di Orvieto a bordo di un pullman affittato dalla scuola. Oltretutto avevamo come compagni di viaggio i componenti della terza B, con i quali però, forse per indole naturalmente portata a socializzare, solo una parte di noi ha approfondito la conoscenza.

Ad ogni modo, in circa tre ore di viaggio che, dobbiamo ammettere, sono passate piuttosto bene, siamo arrivati nel comune umbro. Qui la prof. Poli, una volta giunti all'ingresso della "stazione" della funicolare, ha preso prepotentemente in mano la situazione e, col suo caratteristico vigore, ha sistemato tutto il discorso economico della salita ad Orvieto e ci ha permesso di salire sulla funicolare (con il fondamentale aiuto, ovviamente, delle altre due professoresse accompagnatrici, la prof. Barbieri e la prof. Alighieri, che hanno sicuramente agito nell' "ombra").

Dopo essere piacevolmente saliti nel rinomato paese, ci siamo subito diretti verso il famosissimo pozzo di San Patrizio. Questo pozzo, profondo circa sessanta metri e con un diametro di quindici, possiede una singolare struttura: due rampe elicoidali parallele portano all’interno e fuori dal pozzo, che era stato costruito per attingere acqua durante emergenze come assedi o calamità. Il nome di questo pozzo non deriva da una memoria locale, ma da una diffusa leggenda medioevale, che voleva che questo santo frequentasse il pozzo, il quale era collegato direttamente con l’entrata del purgatorio. In realtà la leggenda è stata un po’ riadattata, infatti il pozzo della tradizione non era quello di Orvieto, bensì si trattava di una grotta Irlandese; purtroppo in quel periodo la chiesa di Roma era in contrasto con quella Ortodossa e quindi decise di trasferire la leggenda a Orvieto dando il nome del santo al pozzo.

Dopo essere scesi fino in fondo ed esser risaliti con un certo dispendio di energie, ci siamo diretti verso il centro, attraversando le strade del centro storico, in cui abbiamo potuto anche constatare quanto la popolazione locale sia cordiale con i turisti in visita: a tal proposito, non possiamo non citare il "cortese" signore che ha simpaticamente mandato a quel paese la nostra comitiva, lasciandosi andare a turpiloqui che non riportiamo, semplicemente perché, dato che non solo eravamo tanti, ma la strada era pure sprovvista di marciapiede, stavamo intralciando la folle corsa del signore sopra citato.

Ad ogni modo, tornando alla nostra visita, siamo giunti fino alla grande piazza antistante il rinomato Duomo di Orvieto: ancora, però, non era il momento di visitarlo, poiché eravamo sprovvisti di una guida, così ci siamo dati alla visita dei vari musei che fanno un po' da cornice alla più famosa chiesa.

Dopodiché, grazie alle professoresse, abbiamo potuto godere di un paio d'ore per il nostro svago e per rifocillarci, liberi di andare dove più ci aggradava. Noi della terza A, dopo un breve giro del paese, abbiamo trovato un posto veramente bello, ovvero un vasto prato in mezzo ai pini, che terminava in una terrazza che dominava l'intera valle sotto Orvieto, oltretutto al riparo dal vento. Qua devo dire che siamo stati veramente bene, poiché, oltre alla vista e al riparo che la città stessa ci forniva, la temperatura era veramente elevata. Così, mentre le ragazze si sono date alle carte e ad altri svaghi, noialtri "maschiacci" abbiamo costruito un piccolo campo da calcio e ci siamo "scannati".

Finite le due ore di svago, siamo tornati alle cose serie e abbiamo fatto conoscenza con una simpatica guida che ci ha accompagnati nella visita più interessante del giorno, ovvero quella al Duomo: viene da chiedersi come i nostri avi abbiano fatto per costruire opere tanto grandiose con tecnologie cosi grossolane (basti pensare che disponevano solamente di impalcature e rudimentali gru che dovevano essere spostate a mano da livello a livello della struttura ancora in costruzione). Questo colosso svetta su Orvieto per svariate decine di metri e, come se l’imponenza di questa struttura non bastasse ad assoggettare le persone che guardano dal basso verso l’alto, il buon Papa Niccolò IV decise di far decorare le varie sezioni della facciata con bassorilievi, sculture di bronzo e vari affreschi.

Sicuramente una delle cose che salta subito all’occhio è il rosone: un’ armonia perfetta tra arte e architettura. Difatti quest’ultimo fu decorato finemente anche nei minimi dettagli e si inserisce perfettamente nel resto della struttura. Sulla facciata si può notare come tutte le decorazioni riguardino la Vergine Maria e narrino la sua storia; tutte tranne i mosaici sulla facciata sinistra che riguardano, invece, la nascita di Cristo. Più in basso si trovano cinque statue di bronzo che simboleggiano cinque apostoli, mentre, scendendo ancora più in basso, arriviamo alla base della cattedrale, dove si trovano due imponenti bassorilievi che raccontano la storia del genere umano. Questi due bassorilievi si devono leggere come un libro, partendo dalla parte più alta della facciata sinistra, fino alla parte più bassa della facciata destra. Quest’opera mostra la creazione dell’uomo, il peccato originale, l’esilio dal paradiso terrestre la vita degli uomini fino a quel tempo, fino all’ultima scena del bassorilievo che profetizza una Apocalittica fine del mondo con tutto il genere umano, sia persone vive che morte, che si presenterà davanti a Dio per il giudizio finale. La porta principale è stata aggiunta in seguito da un artista italiano moderno e anche questa mostra scene di argomento religioso. Con una maestosità cosi evidente ci si aspetterebbe chissà quale fastosità all’interno del Duomo, che invece all’interno è di una semplicità quasi severa, poiché composto da sole tre navate, il tutto a formare una pianta basilicale.

Una volta terminato il giro dentro al duomo, la visita era praticamente finita, anche perché oramai stavano giungendo le cinque, ora prevista per la partenza alla volta di casa. Quindi siamo tornati alla funicolare e, dopo esser scesi a valle, abbiamo riguadagnato il pullman e siamo ripartiti alla volta di Follonica. Sicuramente, questa gita ci ha favorevolmente colpito perché pensavamo che sarebbe stata piuttosto noiosa, mentre, in realtà, ci siamo decisamente divertiti ed abbiamo visitato anche un bel posto: ovviamente altre mete sono più ambite, magari una bella gita all'estero o un viaggio di più giorni, ma se questo è quello che possiamo permetterci, ben venga Orvieto e tutte le gite che possiamo fare. Ovviamente, infine, ringraziamo le tre professoresse accompagnatrici, che si sono prese la briga di portare fino in Umbria un gruppo di ragazzi a volte un po' troppo "casinisti"!

21 Aprile 2009: Giulio Mezzedimi e Simone Vecchiarelli

Vacanze di Natale in "Suomi"

Vi è mai capitato di salire su un aereo, senza conoscere assolutamente niente del posto nel quale state per andare? A me sì, e non sapevo neanche che lingua parlassero in quel posto.

Il 22 dicembre scorso sono atterrata nella capitale della Finlandia con un'unica certezza. Avrei sentito un gran freddo! E, in effetti, sono stata accolta nella terra dei laghi da un lieve, ma gelido vento, che mi ha accompagnata durante tutte e due le settimane di permananza.

Credevo poi che sarei stata circondata da persone tutte con le stesse caratteristiche somatiche, ovvero, capelli biondi ed occhi azzurri. Sono stata, invece, piacevolmente sorpresa nello scoprire quanto in realtà sia basso il numero di persone che hanno i capelli chiari. C'era una signora con i capelli rossi, una ragazza dai capelli neri e le sfumature verdi, un altro ragazzo con un lungo codino viola lungo la schiena, persino gli anziani non erano biondi! Mi sono resa conto di quanti soldi devono guadagnare le case prodruttrici di tinture per capelli!

Questo era solo il primo approccio con una cultura straniera che cominciavo appena a conoscere.

Devo innanzi tutto precisare che la lingua parlata è il Finlandese. Non so esattamente descrivere che tipo di lingua sia o a quale altra lingua, forse più nota, possa assomigliare: so per certo però che è una lingua davvero complessa e che per imparare a pronunciare "Hyvaa Jouluaa" (buon Natale) ci ho impiegato una serata intera!

Dicono che la Finlandia sia un incanto durante l'estate, quando il sole sorge alle 4 del mattino e tramonta alla mezzanotte seguente.
Ai miei occhi era comunque un incanto, nonostante fosse pieno Inverno. Vedevo la neve che si accumulava pian piano nelle strade e restavo a fissarla a lungo, perchè per me era qualcosa di nuovo. Le betulle spoglie degli innumerevoli boschi presenti in Finlandia erano quasi invisibili. Tutto chiaro, tutto bianco, e tutto limpido allo stesso tempo. Era uno di quei panorami, che credevo esistessero solo nei film. E le case dal tetto a punta, distanti almeno 10 metri l'una dall'altra,di legno e coloratissi me, erano esattamente come mi sono sempre immaginata la mia casa dei sogni!

Kotka, la località nella quale mi trovavo, era praticamente un deserto. Le poche persone che scorgevo erano quelle che facevano compere durante le sole 5 ore di luce della giornata. la loro pelle è chiara, i loro abiti non più pesanti di quelli che utiliziamo noi durante il nostro mite inverno!

Era durante la notte che il mondo Finlandese si faceva sentire davvero. Luci ovunque nella città, locali aperti fino a tarda notte, stracolmi di persone e di taxi parcheggiati davanti alle entrate. I tassisti sanno che quando un Finlandese esce in compagnia, non è mai in grado di guidare la macchina per tornare a casa e, in effetti, non so se sia un modo per non sentire il freddo o cosa altro, ma durante la mia vacanza in "Suomi" non ho potuto fare a meno di notare l'alto consumo di alcolici! All'interno dei Pub, dei ristoranti, ci sono dal nome significativo, "Alchool". E' forse un difetto che ho trovato in quello stile di vita, che f ino a quel momento mi era sembrato perfetto.

Solo poco più tardi però mi sono resa conto che io, come ogni altra persona che non aveva ancora 18 anni compiuti,non potevo acquistare al bar neanche un drink al latte e succo di fragola, se il tasso alcolico superava il 3%. Nonostante mi sia dovuta accontentare di bere acqua minerale, sono stata contenta nel constatare la serietà nel rispettare i termini di legge. In Italia spesso non è affatto così.

In tutta la mia vacanza anche solo per entrare in un locale nel quale suonavano musica rock dal vivo mi hanno chiesto i documenti, ma chi di voi, ancora minorenne, stesse pensando di non voler andare in Finlandia fino a che non avrà compiuto 18 anni, stia pure tranquillo, perchè fra i locali aperti fino a tarda notte vi sono anche quelli per gli "under 18", che sono spesso molto più accoglienti e confortevoli degli altri.

Ho avuto anche modo di fare la sauna, perchè ogni Finlandese ne ha una in casa. Ho potuto assaggiare cibi tipici che non sono forse al livello della cucina Italiana, ma sono comunque meglio di quanto si possa pensare.

Ho imparato molte parole, ho imparato a bere il Mehu (succo di frutti di bosco diluito con acqua) durante i pasti al posta dell'acqua,ho imparato persino a riconoscere le fragole selvatiche commestibili, da quelle che invece non lo sono.

Ho camminato fra la neve, ho toccato cristalli di ghiaccio, ho visto laghi e mari completamente immobili.

Ho visto la Finlandia, una terra misteriosa, che merita, senza ombra di dubbio, di essere scoperta!

30 Gennaio 2009: Francesca Gaeta

Montecristo: da semplici ragazzi a Indiana Jones!

Il giorno 7 maggio 2008 la mia classe,la IIDL,insieme alle due prime del liceo linguistico, si è recata a Montecristo.

La giornata è cominciata verso le otto di mattina,quando ci siamo imbarcati al porto di Castiglione della Pescaia sulla barca che ci avrebbe condotto a Montecristo. Dopo circa un'ora e mezzo di navigazione siamo giunti finalmente a destinazione nella spiaggia di Cala Maestra (l'unico punto di approdo). Lo spettacolo che avevamo davanti agli occhi era meraviglioso. Un'acqua limpidissima con tanti piccoli pesci che nuotavano in gruppo. peccato che,nonostante paresse che l'acqua ci chiamasse per un bagno,non potevamo poiché Montecristo è una riserva protetta e molte cose sono proibite al fine di mantenere l'ecosistema intatto.

Qui vivono specie animali e vegetali che resistono in poche altri parti,come la vipera di Montecristo, il discoglosso sardo (un anfibio presente solo nell'isola e in Sardegna, le capre selvatiche e, fino agli anni 70, una colonia di foche monache, ormai scomparse nel Mediterraneo. Per conservare questo patrimonio,l'accesso all'isola è concesso solo con un permesso speciale dato dalla forestale di Follonica,infatti in un anno sono ammessi solo 1000 visitatori e sono vietate la pesca e la navigazione entro mille metri dalla costa.

E' iniziato il tour dell'isola tra sentieri impegnativi sui quali siamo diventati dei piccoli "Indiana Jones"! Dopo qualche ora sotto il sole cocente siamo arrivati alla grotta del Santo dove io non sono andata perché dovevamo percorrere uno strapiombo attaccati ad una corda! Quando il gruppo si è riunito, siamo ripartiti per quel che rimane di un monastero più volte saccheggiato dai cercatori del mitico tesoro nascosto dai frati (che ha ispirato il romanzo "Il conte di Montecristo"). Qui abbiamo fatto una breve sosta per mangiare e riposare prima di affrontare la discesa. Dopo, abbiamo raggiunto il piccolo museo di storia naturale nel quale sono conservati alcuni animali imbalsamati che si trovavano, o si trovano nell'isola. Dopo circa quattro ore, siamo ripartiti da Cala Maestra per tornare a Castiglione!

Ringrazio le professoresse ed Eugenio (l'accompagnatore della forestale), che ci hanno permesso di vivere un'esperienza unica, una giornata nella natura, come difficilmente capita!

9 Giugno 2008: Serena Pratesi

Vacanze romane 2008

È stata necessaria una levataccia per poter partire alla volta di Roma la mattina del 20 Aprile 2008.
Infatti il ritrovo dei partecipanti era previsto per le ore 6:45 davanti all’Istituto superiore di Follonica.
Si sono mossi due autobus verso la città eterna, carichi di alunni insonnoliti ma molto eccitati ed entusiasti per quello che avrebbero imparato e quello che avrebbero combinato!!!

Gli scavi di Ostia anticaIn tarda mattinata è stata effettuata una visita guidata presso gli scavi di Ostia Antica.
Le fonti romane ci parlano di una fondazione di Ostia da parte del re Anco Marzio (VII sec.), ma di essa non ci è pervenuta alcuna documentazione a riguardo. L’insediamento a noi noto viene fondato da Roma nel IV sec. a.C. con funzione di colonia militare per il controllo della costa. Fin dall’origine, Ostia è anche un porto fluviale, dal quale, a partire dal II sec. a.C., dipende l’approvvigionamento granario dell’Urbe. Divenuta "colonia romana" a pieno titolo e pertanto dotata di magistrati propri, Ostia è protagonista di un ingente sviluppo economico e demografico.
L’insediamento assume una sua fisionomia particolare, sia spaziale che sociale.
Dopo la fondazione della cinta muraria, presumibilmente progettata da Cicerone, la città fu oggetto di una accurata pianificazione urbanistica, il cui ruolo determinante ebbero gli interventi degli stessi imperatori. Questi ultimi, infatti, mantennero uno stretto legame con la città-porto, il cui funzionamento era effettivamente condizione della pace sociale di Roma. La decadenza della città iniziò nel III e divenne inequivocabile nel V sec., a causa di un progressivo abbandono.

Dopo il pranzo le quattro classi (ID;IE;IID;IIC) si sono recate al Foro Italico dove si trovano le più importanti strutture sportive di Roma. Qui hanno potuto fotografare lo stadio Olimpico, il campo di atletica e la piscina olimpionica.

Le catacombe di san CallistoVerso l’ora di cena le classi hanno raggiunto l’hotel, situato a Rocca di Papa, non troppo distante dalla capitale. Lunedì 21, subito dopo la colazione sono partiti per Roma dove hanno visitato le Catacombe di San Callisto e successivamente le Fosse Ardeatine. Le catacombe di S. Callisto sono tra le più grandi e importanti di Roma. Sorsero verso la metà del secondo secolo e fanno parte di un complesso cimiteriale che occupa un'area di 15 ettari di terreno, con una rete di gallerie lunghe quasi 20 chilometri, posizionate su diversi piani, e raggiungono una profondità superiore ai 20 metri. In esse trovarono sepoltura decine di martiri, 16 pontefici e moltissimi cristiani.
Prendono nome dal diacono S. Callisto, che, all'inizio del III secolo, fu preposto da Papa Zefirino all'amministrazione del cimitero, così le catacombe divennero il cimitero ufficiale della Chiesa di Roma. Le Fosse Ardeatine sono invece il luogo di sepoltura dei 335 uomini vittime dell’eccidio del 23 Marzo 1944.

Il PantheonNel pomeriggio i ragazzi hanno avuto tempo per visitare il centro di Roma: piazza Navona, piazza di Spagna, via del Corso e il Pantheon. Il Pantheon è un edificio di Roma antica costruito in origine come tempio dedicato a tutti gli dèi, o meglio alle 7 divinità planetarie (Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio, Marte). Dall'inizio del VII secolo il Pantheon è una chiesa cattolica.
I Romani lo chiamano amichevolmente la Ritonna ("la Rotonda"), da cui il nome della piazza antistante. Il punto in cui sorge non è casuale ma è un luogo leggendario della storia della città.
Secondo una leggenda romana, infatti, questo era il posto dove il fondatore di Roma, Romolo, alla sua morte fu afferrato da un'aquila e portato in cielo fra gli dei. Il nome deriva da due parole greche pan, "tutto" e teon "divino". Domiziano nell'80 d.C, lo ricostruì dopo un incendio, trent'anni dopo colpito da un fulmine prese nuovamente fuoco. Fu allora ricostruito nella sua forma attuale dall'imperatore Adriano, sotto il cui regno l'impero di Roma raggiunse il culmine del suo splendore. Infatti, il Pantheon unisce ad una struttura cilindrica, di chiaro stampo romano, lo splendido colonnato esterno d'ispirazione greca. Verso le ore 19 i gitani sono rientrati in albergo. Il giorno dopo le classi si sono trasferite a Tor di Quinto dove hanno assistito ad una spiegazione dei ruoli e delle funzioni del R.I.S (Raggruppamento Investigativo Scientifico) da parte di un carabiniere esperto in materia.

Il ColosseoNel pomeriggio si è tenuta la visita guidata al Colosseo, costruito dopo la morte di Nerone, avvenuta nel 64 d.C..
I ragazzi si sono divisi in due gruppi ed hanno seguito a turno le spiegazioni accurate delle guide. Uno dei due gruppi ha avuto la possibilità di visitare il Campidoglio, sede del comune di Roma, e l’altare della patria, ideato dall’architetto Angelo Zanelli.

Mercoledì 23 le classi hanno visitato il Museo della Civiltà Romana, che si trova a l’EUR, e la basilica di San Pietro.
Europa è il nome del trentaduesimo quartiere di Roma.
Si trova nell'area sud della città, a ridosso del fiume Tevere. Noto con il nome di EUR, è un quartiere moderno celebre per la sua architettura razionalista, concepito e costruito in occasione dell'Esposizione Universale che avrebbe dovuto tenersi nella Capitale per celebrare il ventesimo anniversario della Marcia su Roma fascista (1922) nel 1942.
La manifestazione venne poi annullata a causa della Seconda Guerra Mondiale, ed il quartiere, allora in fase di costruzione, venne completato in tempi successivi.

Mosaico nel museoIl museo presenta una fisionomia del tutto particolare nel vasto panorama delle istituzioni museali di Roma. Il materiale esposto, infatti, è costituito da calchi, riproduzioni e plastici ricostruttivi di complessi architettonici e monumenti dell’impero romano. Il materiale esposto, suddiviso in 59 sezioni, occupa una superficie di 12.000 metri quadrati ed è ordinato in sale di un’altezza media di 10 metri, tale da consentire la ricostruzione in scala 1:1 di facciate di monumenti.
Le prime 15 sale offrono una sintesi storica di Roma dalle origini al VI secolo d.C.; le rimanenti documentano vari aspetti della civiltà romana e la sua cultura materiale. Il museo ha dunque un grande valore documentario e didattico. Tra i pezzi di maggior pregio, il grande plastico di Roma antica ai tempi di Costantino I (IV secolo d.C.). Il modello (al quale è dedicata una sala intera) è in scala 1:250.
La ricostruzione, realizzata dall’architetto Italo Gismondi, risponde a rigorosi criteri scientifici, avendo come base la Forma Urbis Severiana, una carta marmorea risalente al III secolo d.C., e la Forma Urbis Romae dell’illustre archeologo Rodolfo Lanciani. Il modello inoltre continua ad essere aggiornato e modificato alla luce di nuove scoperte.

Dopo l’uscita da San Pietro, i ragazzi hanno avuto la possibilità di girare per i negozi di corso Ottaviano per acquistare souvenirs e ricordini.

Nonostante qualche piccolo imprevisto... la gita è risultata da tutti gradita, sia per tutto ciò che abbiamo imparato, sia per i bei momenti che abbiamo potuto vivere con persone che non conoscevamo prima di questa esperienza.

20 maggio 2008: Chiara Martellucci

Viaggio ad Amsterdam

Asterdam, definita la Venezia del Nord per il suo sistema di canali, è una delle mete turistiche più gettonate, capitale del divertimento e del proibito, famosa per la frenetica vita notturna. È rinomata anche per le molteplici attività culturali, le architetture antiche e moderne, e i suoi musei (Van Gogh Museum, Rijksmuseum, Casa di Anna Frank, solo per citarne alcuni). Una città da visitare in ogni stagione! Le piazze affollate ed i caffé di Amsterdam sono il centro del divertimento della città: da Piazza Dam al Palazzo Reale, a Leidseplein, a Rembrandtplein con le sue discoteche. Importante è anche la musica, molto diffusa è la cultura dei ‘concerti gratuiti di mezzogiorno’.

I Musei rappresentano una delle principali attrazioni turistiche di Amsterdam: più di 50 musei che ogni anno attraggono milioni di visitatori accontentando i più svariati interessi. Accanto ai capolavori del Secolo d’Oro e dell’arte moderna e contemporanea, troviamo cinema, teatro, fotografia, storia e musei ‘tipicamente Olandesi’ come, ad esempio, lo Scheepvaart Museum (con una replica di un veliero mercantile settecentesco ancorato all’esterno e visitabile). Amsterdam ha inoltre più di 45 sale cinematografiche, dalle moderne multisala ai cinema d’essay.
Musei dal patrimonio artistico inestimabile, piazze fulcro di vivace vita diurna e notturna, mercatini e parchi che fanno parte della tipica 'Dutch way of life'.
Il Van Gogh Museum, con i suoi 200 dipinti e 550 fra disegni e acquerelli, rappresenta una delle più grandi collezioni mondiali dedicate al pittore olandese. La collezione permanente, disposta su tre piani, permette di seguire l’evoluzione artistica di Van Gogh in ordine cronologico e suddiviso in 5 periodi: l’Olanda, Parigi, Arles, Saint-Remy e Auvers-sur-Oise, in modo da mettere in evidenza i diversi 'periodi' attraversati da Van Gogh (dai 'Mangiatori di patate' al soggiorno Parigino, dal periodo 'impressionista' di Arles alle ultime opere che lo resero precursore del Movimento Espressionista) ospitando anche oggetti personali e lettere scritte al fratello Theo.
Il Rijksmuseum (Museo Nazionale), il più grande museo d'Olanda, offre un’estesa panoramica sull'arte olandese (con i capolavori del XVII secolo di maestri quali Rembrandt e la sua Scuola). Il museo fu fondato da Luigi Napoleone.

Famosa è anche Piazza Dam, dal cui nome deriva quello di Amsterdam, che rappresenta oggi il ‘cuore’ della città. E' dominata dal Palazzo Reale (Koninklijk Paleis) e dalla Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk). Il primo, sede originaria del Municipio e oggi residenza della Regina nei suoi soggiorni in città, è caratterizzato dall’imponente facciata neoclassica; la seconda, la chiesa in cui vengono incoronati i sovrani olandesi, è sede di manifestazioni culturali. la piazza è, per così dire, divisa in due da traffico di auto e tram. in essa svetta, opposto al Palazzo Reale, il Nationaal Monument, obelisco di pietra alto 22 metri, dedicato alle vittime della Seconda Guerra Mondiale.

Café, hotel e negozi e il Museo delle cere di Madame Tussauds si affacciano sull’affollata Piazza, spesso occupata da bancarelle, Luna-Park e giostre, in occasione delle principali festività, e persino da una pista di pattinaggio su ghiaccio durante il periodo Natalizio.

Leidseplein è sicuramente uno dei centri del divertimento e della vita notturna di Amsterdam: l’area attorno a questa piazza pullula di café, pub, club, coffeeshops, ristoranti di ogni genere, hotel, teatri, cinema e centri culturali.

Da non dimenticare è la Anne Frank House, la casa dove per piú di due anni Anna Frank e la sua famiglia si nascosero, insieme ai Van Pels e Fritz Pfeffer, museo sin dal 1960. L'edificio ospitava anche l'attivitá commerciale del padre di Anne, Otto Frank; il personale dell'ufficio aiutava le 8 persone nascoste provvedendo a cibo e notizie dall'esterno. Il rifugio era nascosto da una libreria semovibile costruita per l'intento. Il 4 agosto 1944 il nascondiglio viene scoperto e gli occupanti vengono deportati in differenti campi di concentramento, solo Otto Frank sopravviverá agli orrori della Guerra. Il Museo mostra le stanza vuote, ma l'atmosfera é rimasta invariata: citazioni dal diario, documenti storici, filmati dell'epoca, fotografie e oggetti personali aiutano il visitatore a capire gli eventi avvenuti in questa casa. Ovviamente, anche il diario originale di Anne Frank é in mostra. Sebbene le stanze siano vuote, la disposizione di oggetti personali, fotografie, documenti storici e filmati evocano l'atmosfera in cui si svolsero i fatti: per non dimenticare.

Celebri sono anche : il Rembrandthuis museum - Casa di Rembrandt. Lla casa dove il pittore visse dal 1639 al 1659 è oggi un museo che raccoglie, oltre a oggetti personali, un’ampia collezione di acqueforti del Maestro e dipinti di artisti che lo ispirarono (ad esempio Pieter Lastman).

Film museum è sia sala cinematografica che museo; Joods Historisch Museum – Museo Storico Ebraico, formato da 4 sinagoghe, ospita una ricca collezione riguardante la cultura ebraica in Olanda; ARCAM – Centro di Architettura di Amsterdam esibisce in mostre temporanee tutti gli aspetti dell’architettura di Amsterdam, ed è situata all’ultimo piano di un edificio dal design veramente unico; Museo del Teatro: NEMO Progettato da Renzo Piano, imponente edificio, ospita il più grande e futuristico museo di Scienza e Tecnologia d’Olanda; Persmuseum – Museo della Stampa; Madame Tussaud, il famoso museo delle cere che ha dal 1991 una sede anche ad Amsterdam; Torture museum dove poter vedere quali strumenti crudeli è stato capace di inventare l’uomo pur di estorcere confessioni ai tempi dell’Inquisizione. Più curioso è invece il Katten Kabinet – il Museo del gatto, che si trova in una splendida dimora storica del XVII secolo situata nel cuore di Amsterdam e sui due piani occupati dalla mostra permanente tutto ci parla dei gatti nel corso dei secoli attraverso dipinti (presenti alcune opere di famosi artisti quali Steinlen e Picasso), e oggetti d’arte. Il museo è dedicato a J.P. Morgan (famoso ne è il ritratto), il gatto del fondatore del museo!

12 febbraio 2007: Sara Gendrini

Londra: una città da visitare

Do you speak English? Questa è la tipica frase in inglese che quasi tutti gli Italiani sanno pronunciare. Ci sono, poi, quelli che vogliono approfondirne la conoscenza e quelli che si fermano qui. Io sono una che ha voluto approfondire.

Sin da quando avevo 8 anni, la lingua inglese mi ha sempre affascinata, l’ho sempre affrontata con passione a scuola (è una delle poche materie che non mi pesa affatto studiare) e il mio sogno è sempre stato andare a Londra.

Finalmente, a 18 anni, sono riuscita a realizzarlo: ho vinto una borsa di studio delle poste italiane che mi ha permesso di trascorrere un intero mese in questa città favolosa.

Sono partita il 6 agosto dall’aeroporto di Roma, emozionata all’idea che da lì a poche ore sarei atterrata nella città dei miei sogni.

Appena arrivata, io ed un mio amico siamo stati portati nelle rispettive famiglie, che ci hanno accolto molto bene con una cena “very tasty”.

Stare in famiglia è la cosa più utile che ci possa essere per parlare l’inglese: sei costretto a farlo, altrimenti non ti capiscono!

Ogni giorno frequentavo la Francis King School of English, che mi è servita soprattutto per ampliare il mio lessico e per imparare ad esprimermi più disinvoltamente. Ma la cosa più bella della scuola è che ho potuto conoscere tante persone di nazioni diverse: Bulgaria, Sud Corea, Russia, Cecoslovacchia, Iraq. Ho, poi, conosciuto un gruppo di Italiani di varie regioni. Insieme andavamo a visitare i musei, facevamo passeggiate per i maestosi parchi di Londra, uscivamo la sera.

Lussuoso il palazzo di Buckingham Palace, interessante (anche se piccola) la casa di Charles Dickens e, poi, la National Gallery e il British Museum: la prima ricca di dipinti da tutto il mondo, il secondo di sarcofagi egiziani.

Mi sono ritrovata con una mia amica a sbraitare per degli attori alla prima di un film: Michael Douglas e Owen Wilson (più che vederli li abbiamo intravisti tra gli spintoni e le braccia alzate delle persone davanti!). Ma eravamo contente di essere state alla prima di un film per la prima volta.

Un altro evento importante è stato il Notting Hill Carnival, il secondo nel mondo dopo Rio de Janeiro. Devo dire che merita appieno questa posizione: musiche caraibiche, costumi spettacolari.

Pochi giorni dopo il carnevale, siamo tornati in Italia e credo che tutti si siano sentiti molto più ricchi di prima, più consapevoli della varietà e bellezza che ci può essere in una città tradizionale, ma, allo stesso tempo trasgressiva e multiculturale, come Londra.

29 gennaio 2007: Barbara Di Leo

Roma e Ostia Antica

Dal 2 al 5 aprile, tre classi del liceo hanno trascorso 4 fantastici giorni nella capitale, alla scoperta di ogni dettaglio artistico e storico.
Roma non è stata l'unica destinazione degli studenti. Accompagnati dalle loro professoresse, hanno infatti visitato anche l'antica città romana di Ostia.
Questa è stata la prima tappa del tour, che ha riscosso un gran successo tra i liceali. Vecchie mure e vecchi edifici, vecchi alloggi e anche vecchie abitudini dei romani che colonizzarono la città.
Lo stupore dei ragazzi non è dipeso solo dal fatto che ciò che rimane di Ostia è molto ben conservato, ma soprattutto dall'apprendere che quasi tutte le attività, i divertimenti o i semplici passatempi degli antichi Romani risultavano essere molto interessanti e gli studenti pendevano, così, dalle labbra della guida.
Iniziava, così, una gita scolastica che alla partenza non entusiasmava nessuno e che, invece, già si stava rivelando una stupenda esperienza, nonostante i vari inconvenienti che, poi, si sarebbero verificati (smarrimento di una borsa e, ovviamente, di tutto il suo contenuto; un piccolo incidente al pulman ...).

Poi abbiamo visitato Frascati, dove abbiamo trascorso un gradevole pomeriggio all'ombra degli alberi di un parco giochi, mentre abbiamo dovuto rinunciare alla visita a Castel Gandolfo, residenza estiva del papa, a causa di un tamponamento subito dall'autobus. La sera nell'albergo, a pochi chilometri dalla capitale, eravamo già molto stanchi e abbiamo recuperato sonno e stanchezza soltanto il giorno dopo dormendo sul pullman verso Roma, mentre le nostre mitiche professoresse ci accusavano di non essere in grado neppure di affrontare una gita di soli 4 giorni!

Eccola! Le porte di Roma erano proprio davanti ai nostri occhi, ma la lunga camminata che ci avrebbe permesso di visitare i suoi monumenti più importanti era prevista per il pomeriggio. La tappa mattutina era dedicata alle catacombe romane: un luogo strano ed insolito, addirittura angosciante, a dire la verità. Vedere tutte quelle tombe (fra cui quelle di alcuni dei primi papi)in tutto quel buio: la maggior parte dei ragazzi erano spaventati o inquietati da quel luogo, 20 metri sotto terra. Una visita comunque molto interessante! Ore 3 del pomeriggio: inizia il fantastico giro nel centro di Roma. Piazza di Spagna, fontana di Trevi, Pantheon, piazza Navona: uno splendore!
Ma ci mancava ancora il monumento più importante di tutti: il Colosseo.
Per quello abbiamo dovuto attendere fino alla mattina del terzo giorno, quando la stessa guida di Ostia ci ha illustrato la storia del grande anfiteatro e anche fatto visitare il foro Romano.
Un'altra tappa importante era prevista lo stesso giorno: Il Vaticano e San Pietro. Una lunga fila per entrare, compensata dalla vista della magnifica basilica, dalla maestosa architettura esterna e dagli affascinanti dipinti e sculture all'interno.
Non è mancato il tempo libero, dedicato, ovviamente, allo shopping: vestiti nuovi, regalini per casa e souvenirs di Roma.

E poi quella che avrebbe dovuto essere, forse, la tappa più interessante: la visita ai laboratori del RIS. Un'occasione da non perdere, che, però, non ha coinvolto particolarmente nessuno studente. Probabilmente, la visita alla caserma più grande e più bella che avessimo mai visto sarebbe stata molto più interessante se non fossimo stati così stanchi e assonnati da non riuscire a seguire le spiegazioni dei carabinieri. Un vero peccato. Eravamo affascinati e sbalorditi, ma ormai la voglia di tornare a casa cominciava a farsi sentire.
E, infatti, anche l'ultima tappa del nostro lungo tour, Villa Adriana, molto bella come tutto ciò che abbiamo visitato, non è risultata abbastanza interessante da farci dimenticare la stanchezza.

Le 16:30. L'autista mette in moto l'autobus e si avvia verso Follonica. Non sapevamo se gioire o no. Volevamo tornare a casa ma si stava concludendo una bellissima esperianza e l'idea ci rattristava.
Ancora oggi, a distanza di un mese, ricordiamo con nostalgia le visite guidate, le lunghe passaggiate, il tempo libero e le serate divertenti trascorse in albergo con i compagni. Una gita immortalata in speciali fotografie che resterà nella memoria di ognuno di noi.

15 maggio 2006: Francesca Gaeta

Parigi 2006

Ci sono tre pensieri fondamentali che girano nella testa di un ragazzo/a di 5a Liceo: gli esami di Stato, l'organizzazione del veglione e la gita di sette giorni all'estero. Proprio di quest'ultimo pensiero vorrei parlare con voi navigatori follonichesi e non.
Quest'anno la gita si è svolta dal 24 al 30 Marzo e siamo stati a Parigi.
Il giorno della partenza, ci siamo ritrovati gli alunni di tutte le quinte (A,B,C) al parcheggio di piazza 1° Maggio, sotto un acquazzone tremendo, ma con dentro quella voglia di divertimento e quel desiderio di visitare cose nuove che solo una gita con i tuoi compagni di cinque anni ti può dare. Seppur partiti con un po' di ritardo (causa posizionamento valige), il viaggio scorreva abbastanza veloce, grazie alla guida attenta dell'autista Bruno, mentre i tre professori della spedizione, Sabatini, Poli e Bastianini, non hanno dovuto fare molto per richiamare gli alunni fin troppo disciplinati.

Dopo ore ed ore di viaggio, la stanchezza cominciava a farsi sentire e per scongiurarla iniziavano cori e duetti canori imperdibili (vedi Spagnesi - Mainetto in I belong to you). Prima della frontiera abbiamo caricato il secondo autista, Beppe, che si sarebbe rivelato figura di spicco nell'andamento della gita. Con due ore di ritardo siamo arrivati a Macon, cittadina a 390 km da Parigi, dove era previsto il pernottamento.

Dopo ore ed ore di viaggio, la stanchezza cominciava a farsi sentire e per scongiurarla iniziavano cori e duetti canori imperdibili (vedi Spagnesi - Mainetto in I belong to you). Prima della frontiera abbiamo caricato il secondo autista, Beppe, che si sarebbe rivelato figura di spicco nell'andamento della gita. Con due ore di ritardo siamo arrivati a Macon, cittadina a 390 km da Parigi, dove era previsto il pernottamento.
Già la prima sera abbiamo notato l'avversità francese nei confronti di noi cittadini italiani, che veniamo considerati come i Barbari che tentarono la conquista di Roma (quando si dice il ribaltamento dei ruoli!).

Dopo la colazione, partenza per giungere a Parigi nel primo pomeriggio. Dopo l'assegnazione delle camere, ci siamo subito mossi per la visita al monumento più famoso della capitale, la Torre Eiffel, sempre sotto la pioggia (stile nuvoletta di Fantozzi). Ai piedi della Torre, il gruppo si è diviso, alcuni sono saliti in cima, altri sono andati al Trocadero a fare le foto.
Tornati in albergo, ci siamo preparati per la cena prevista per le ore 19:00, ma, visti i piatti proposti dagli chef francesi, i ragazzi sono insorti chiedendo pizza e pasta al posto di insalate e salse (l'insofferenza nei confronti del cibo è stato il leit - motiv della gita).
La prima sera a Parigi è nata la mania del sette e mezzo, il gioco di carte che ha coinvolto ragazzi e professori per tutta la gita, creando sfide all'ultimo sangue.

Il secondo giorno è iniziato all'insegna della sofferenza, visto che abbiamo dovuto abbandonare alcuni ragazzi in albergo alle prese con febbre e mal di gola. Invece, per i ragazzi usciti in escursione la giornata è trascorsa nel migliore dei modi, soprattutto grazie alla visita al Louvre, che ha lasciato tutti a bocca aperta con le sue grandi opere d'arte.
Poi, ci siamo diretti verso la chiesa di Notre Dame, con l'idea di salire sulle torri per cercare Quasimodo, ma la fila lunghissima ha distrutto le velleità dei ragazzi che si sono dovuti accontentare degli unici gobbi presenti (gli juventini).
Dopo Notre Dame la comitiva si è spostata alla Sainte Chapelle, la cosiddetta "porta del paradiso", uno spettacolo unico che non è stato possibile vivere a pieno per la mancanza del "nostro amico" Sole.
Dopo ripetute polemiche sulla cena, la truppa, agli ordini dei "generali", si è spostata sugli Champs-Élysées: uno spettacolo indescrivibile e l'Arco di Trionfo con il bandierone francese era veramente una bellezza.
In albergo la vita scorreva tranquilla anche se alcune ragazze hanno trovato in camera delle piattole.

Il 3° giorno a Parigi abbiamo visitato il museo Pompidou, progettato dal grande Renzo Piano e la Defense, che sembrava la città di Batman (Gotham City). La sera siamo ritornayi sugli Champs e la mattina dopo siamo andati alla Cittadella della scienza, dove abbiamo "girato" tra le materie scientifiche: anche la matematica sembrava "divertente"!
Il pomeriggio la banda dei terribili follonichesi si è spostata alla galleria La-Fayette e qui tutti, professori ed alunni, si sono dati allo shopping più sfrenato possibile, comprando vestiti, gioielli, cd, libri e prodotti per farsi belli.
La sera non siamo potuti uscire a causa degli scontri in piazza, che solo una telefonata dall'Italia ci ha fatto scampare.

Il giorno dopo siamo andati a Montmartre, dove in un mix esplosivo sacro e profano si fondono, dando un risultato molto caratteristico che attira milioni di turisti da tutto il mondo.
Nel primo pomeriggio, poi, siamo tornati in albergo per raccattare i malati e, lasciata la capitale,  con il nostro pullman-lazzaretto, siamo arrivati nel tardo pomeriggio a Bourg-en-Bresse, cittadina a 427 km a sud di Parigi, dove abbiamo dormito.
L'ultimo giorno è stato trascorso tutto in pullman, con un sottofondo di cori che ringraziavano professori ed autisti.

Alla fine, tutti, seppur stanchi ed affamati, siamo arrivati sani e salvi alle nostre dimore.
Oltre a vari souvenir e foto, ci è restata la consapevolezza di aver vissuto una bellissima esperienza, di aver visto una città indimenticabile, di aver messo dentro di noi un ricordo che non si cancellerà!

29 aprile 2006: Alessandro Spagnesi

San Valentino a Brescia

"Lasciate ogni speranza,voi che entrate", come direbbe il grande Dante.
A voi, pochi net-surfers (navigatori, per capirci), che vi trovate in questo nostro piccolo porto, affacciato sull' enorme oceano di nome Internet, noi siamo la III C del Liceo scientifico, che vi chiediamo: siete pronti ad immergervi con noi nel nostro viaggio? SI, OVVIAMENTE!!!
Allora iniziamo...

Il 13 febbraio siamo partiti dalla stazione di Follonica diretti a Brescia per uno straordinario, unico evento mai visto in Italia, la mostra "Gauguin-Van Gogh l'avventura del colore nuovo". Colore nuovo perché comprende il nuovo modo di intendere il colore, sulla scia degli impressionisti accostando colori puri, primari e secondari e creando un diverso modo di intendere la pittura.
(SCUSATE,ma un po' di spiegazione ci voleva).
Abbiamo inoltre visitato il Museo di Santa Giulia (ps. la mostra era lì) e ci é stata descritta la storia di Brescia dalla Brixia romana fino all'età moderna. Beh, Brescia é "enorme" e visitarla tutta in soli 2 giorni é letteralmente impossibile , comunque l'abbiamo visitata come Bresciani...

Vi spieghiamo: abbiamo conosciuto una classe seconda del liceo scientifico A.Calini (dove insegna il prof. Paradisi, nostra sentita perdita ), che ci ha accompagnato nel visitare la città, facendoci da Cicerone, e così abbiamo partecipato alla fiera del patrono, San Faustino, sotto una pioggia torrenziale (mai piovuto così neanche a Londra!!!, opinione personale). Ci siamo resi conto che il Capitolium, per non dimenticare mai i tanto amati romani (scusate il commento) aveva più scale di quelle che doveva scendere Ilary Blasi a Sanremo!
Nel pomeriggio avevamo via libera,come i cuccioli, e naturalmente abbiamo visitato il centro della vita di Brescia con i suoi negozi, bar, vie illuminate dalle insegne.

Ma,secondo tutti noi, il clou della gita era lo stare in albergo, il punto massimo del divertimento,con Vanessa e Katharina a letto con la febbre, un "maniaco" che telefonava nelle stanze continuamente, e non posso descrivervi tutto, altrimenti!
E, per concludere, il viaggio in treno... eravamo tutti emozionati e pieni di valigie (addirittura Giulia ne aveva tre,utilizzando il facchino Bruno)

...piccole chicche e gaffes crescono

Al primo posto, Daniele che sbaglia fermata del treno e, a causa della pioggia, corre e corre e corre, fino ad accorgersi di essere solo, poi, grazie al mega urlo di Federica, riesce a "salvarsi",ma non é finita: Fermata Seguente: anche le prof sbagliano, e naturalmente noi al loro seguito!
A seguire, abbiamo le sfide al Calcio Balilla Studenti Vs Prof, volete sapere chi ha vinto?? non ve lo diciamo per correttezza, vi lasciamo un po' di mistero ( mica tanto, se applicate le particelle di sodio che avete).
E medaglia di bronzo al record di persone sedute, sdraiate o posizionate in qualche modo in un unico scompartimento del treno, sparate una cifra: ben 12 persone ( considerando le valigie e attrezzi vari). Potete ben immaginare i dolori seguenti!

Nell'albergo abbiamo avuto un po' di "problemi": i ragazzi non si alzavano mai in tempo e per ben due volte abbiamo rischiato di perdere il bus, ma anche i prof non erano da meno!!! NESSUNO é PERFETTO
I pasti?? non ci sono parole.
Ma il momento migliore é stato l'arrivare alle undici di sera all'albergo: immaginatevi 16 ragazzi che corrono con i loro trolley, valigie e borse ridendo e scherzando allegramente. Non osiamo immaginare i pensieri degli altri residenti.

Vi basta come immaginazione?? no?? beh, abbiamo un ultimo asso nella manica per attirare la vostra attenzione (sempre che non ci abbiate già lasciato dopo le prime due righe: confidiamo nella vostra misericordia).
Dicevamo: (stavamo quasi per perdere il filo del discorso) se non vi basta la nostra descrizione potete guardare i nostri momenti in foto ( sono disponibili in tutti i negozi,ci credevate eh??)
e se ancora non vi basta vi diamo un consiglio. Andate, visitatela, e BUON DIVERTIMENTO!!! Vi lasciamo, le nostre mani devono riposarsi.

11 aprile 2006: Vanessa Cianchi e Teresa Papa, III C

Viaggio di studio a Dublino

Le classi 4D e 4E della Sperimentazione Linguistica Brocca dell'Istituto Superiore di Follonica sono appena tornate da un soggiorno studio a Dublino di una settimana, dal 16 al 23 novembre 2005.

Le classi 4D e 4E della Sperimentazione Linguistica Brocca dell'Istituto Superiore di Follonica sono appena tornate da un soggiorno studio a Dublino di una settimana, dal 16 al 23 novembre 2005. Accompagnati dalle loro insegnanti di lingua e letteratura inglese, proff.sse Marta Bartolini e Jennifer Dyke, i 27 ragazzi partecipanti sono stati ospitati da famiglie irlandesi di Knocklyon, hanno seguito lezioni di letteratura riguardanti Oscar Wilde, George Bernard Shaw, James Joyce e Samuel Beckett, hanno letto ed analizzato brani tratti dalle loro opere, visitato siti di interesse storico, artistico, culturale e prettamente letterario quali l'Irish Writers' Museum, la Martello Tower, il Joycean Centre e la mostra su "Ulysses" presso la National Library, il Trinity College, la Long Room ed il Book of Kells, la Georgian House del 29, George St. e molti altri.

Le lezioni si tenevano ogni mattina presso l'International Study Centre con insegnanti madrelingua, Kieran e Maria, che accompagnavano i ragazzi anche nei pomeriggi dedicati alle visite didattiche.
Vivendo presso famiglie del luogo, i ragazzi hanno avuto la possibilità di immergersi nella cultura e nella civiltà irlandesi ed hanno instaurato rapporti di amicizia e di simpatia con i loro ospitanti.

Durante il soggiorno, i ragazzi hanno scritto anche degli articoli ed una sorta di diario di viaggio corredato da foto ed impressioni, che sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito della scuola.
Un'esperienza sicuramente da ripetere, sia per lo sviluppo delle abilità linguistiche sia per l'impatto culturale in senso lato che un soggiorno così organizzato ha avuto sugli studenti.

per un resoconto completo della settimana studio a Dublino

30 Novembre 2005
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