Il settore agroalimentare è il primo in cui l'uomo ha utilizzato le biotecnologie per ottenere nuovi prodotti e processi. Le trasformazioni biologiche esistenti in natura sono alla base dell'alimentazione umana (pane, formaggio, vino, birra...): fin dall'antichità inconsapevoli biotecnologi hanno operato nell'indifferenza generale producendo i più comuni beni di consumo!!
Solo negli ultimi 50 anni le scoperte scientifiche si sono spinte fino allo studio dell'infinitamente piccolo, delle molecole che compongono la materia vivente, del codice genetico, riuscendo a riprodurle artificialmente. L'argomento è oggetto di grande interesse non solo del mondo ristretto degli scienziati, ma anche del mondo extrascientifico. Ciò ha generato inevitabili conseguenze di incomprensioni, dubbi e diffidenze nei confronti delle biotecnologie in generale, di spettacolarizzazione delle scoperte scientifiche troppo spesso descritte con linguaggi non propriamente scientifici ma ricchi di effetti speciali propri del linguaggio dei media. Tutto ciò ha portato l'opinione pubblica ad una dicotomia tra convinti fautori delle biotecnologie e accaniti oppositori, con ripercussioni etiche nella società.
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