Progetto RaS Ricerca a Scuola

RaS: Ricerca a Scuola, anno scolastico 2006/2007, è l'evoluzione del Progetto Provinciale per il Potenziamento delle Discipline Scientifiche, nato nell'anno scolastico 2003/2004 come "Progetto per la tutela delle Aree umide della Provincia di Grosseto" per volontà dell'Assessorato all'Istruzione della Provincia di Grosseto e del Polo Liceale "P. Aldi" di Grosseto, sezione Liceo Scientifico.

Il progetto, oltre ad avere riscosso consensi tra i partecipanti, sia docenti che discenti, si è rivelato supporto utilissimo per la didattica delle scienze nell'istruzione secondaria superiore, tanto da essere riproposto anche per il corrente Anno Scolastico con l'ampliamento dei temi di studio. Questi non si limitano più allo studio delle aree umide ma ricoprono anche altri ambiti, come il Golfo di Follonica, la qualità dei prodotti ittici, la realizzazione e manutenzione di un acquario, l'ecotossicologia degli alimenti e le fonti energetiche alternative.

Nel corso degli ultimi anni le Amministrazioni locali, le Regioni e il Ministero dell'Ambiente sono intervenuti in modo incisivo affinché le attività di formazione, di educazione scientifica ed ambientale assumessero un ruolo di supporto nelle strategie di intervento in campo ambientale, riconoscendo alla scuola il ruolo di primaria importanza nello sviluppo dell'interesse nei confronti delle scienze ambientali, della tutela del territorio, dello sviluppo di attività economiche ecologicamente sostenibili, perché è l'istituzione scolastica la logica intermediaria tra le istituzioni scientifiche e il più generale contesto della società civile.

Le scienze ambientali costituiscono una branca della scienza che racchiude in sé numerose discipline (botanica, zoologia, biologia cellulare, etologia, ecologia, chimica, tossicologia, igiene, ecc.) e che riveste oggi un importante ruolo applicativo. Il conflitto tra attività antropiche e conservazione dell'ambiente è un problema di difficile soluzione che comprende categorie di sistemi caratterizzati ciascuno da variabili che non è facile integrare. "Come è possibile creare un sistema di sviluppo sostenibile che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri?". Mediante approcci multidisciplinari è possibile compiere indagini ambientali complesse in grado di determinare lo stato trofico di uno specifico ecosistema, valutare l'entità di impatti antropici ai quali esso è eventualmente sottoposto, effettuare ipotesi predittive sull'evolversi nel tempo delle condizioni attuali, pianificare attività di recupero di aree compromesse ed infine elaborare programmi di gestione e sfruttamento compatibile della risorsa.

Questo approccio consente di pianificare, in rapporto alle esigenze sia naturali che economiche presenti in loco, piani di sviluppo e gestione delle risorse compatibili con l'ambiente che consentano di ottenere benefici economici dalle risorse presenti. Allo stesso tempo è opportuno favorire il mantenimento a lungo termine della buona qualità della risorsa naturale in modo che i benefici ottenuti siano perpetuabili e che lo sfruttamento non provochi degrado ambientale. Tali esigenze sono tanto più importanti nelle aree in cui l'ambiente naturale costituisce la principale risorsa economica, di modo che la conservazione di un certo livello di qualità viene ad essere presupposto irrinunciabile per la perpetuazione delle attività produttive.

Proprio la Toscana, e la Maremma in particolare, rappresentano l'ambiente più idoneo per questo approccio. La maggiore risorsa economica locale è infatti costituita dalla bellezza dei suoi paesaggi naturali e dall'unicità degli ecosistemi presenti. L'interesse nei loro confronti è dovuto al fatto che costituiscono eccezionali siti di importanza ambientale ma anche zone di attrattiva turistica ed, in qualche caso, economicamente produttive grazie alla presenza di attività commerciali ed industriali (itticolture, molluschicolture) che garantiscono sbocchi occupazionali e fonte di reddito per la popolazione locale residente.

L'attività orientante attraverso le discipline, presupposto fondamentale per la formazione della personalità culturale del ragazzo, viene meno proprio in un contesto dove l'interesse per le materie scientifiche dovrebbe essere dominante. La stessa Università grossetana ha dimostrato un'attenzione particolare alla cultura scientifica proponendo sia master annuali di perfezionamento nelle discipline scientifiche che corsi di laurea triennali in biologia e di laurea specialistica (TMRA) presso la sede di Follonica. Inoltre, il Polo Universitario Grossetano ha attivato un laboratorio di ricerca e sviluppo nel settore dell'Ecologia Lagunare pesca ed acquacoltura (Ecolab) ad Orbetello.

Da quanto sopra evidenziato, grazie anche alla sensibilità dell'Amministrazione Provinciale di Grosseto, vari Istituti di Istruzione Superiore hanno sentito la necessità di ampliare l'offerta formativa inserendo nell'attività curriculare un progetto di potenziamento dell'insegnamento delle materie scientifiche fornendo agli studenti un approccio nuovo che utilizzi i moderni strumenti telematici per favorire l'interazione tra gruppi di studenti di scuole diverse in comunità di apprendimento. Le scuole che partecipano al progetto hanno individuato, sia all'interno delle ore curriculari sia in attività extracurriculare, ricerche secondo progetti specifici. Il progetto elaborato da ogni istituto ha sviluppato aspetti di interesse specifico selezionando le tematiche affrontate in relazione al profilo curricolare proposto ai propri studenti. Il lavoro è articolato in una fase teorica (per evidenziare la relazione esistente tra osservazione e teoria), una fase pratica (per acquisire la consapevolezza del rigore scientifico coniugando osservazione e deduzione) e una fase di rielaborazione dei dati (per esprimere il sapere applicato).

Fatta salva la possibilità di definire in autonomia le tematiche di interesse da sviluppare sia in ambito curricolare che extracurricolare, l'approccio metodologico proposto è unificato e rispetta i seguenti criteri:

  • approccio fenomenologico-induttivo ai contenuti delle scienze sperimentali proposti nell'esperienza didattica (né libresco, né sistematico deduttivo), attraverso il quale ricostruire con gli alunni il percorso cognitivo che ha portato a quei contenuti;
  • esplicitazione dei "percorsi di apprendimento" in cui l'esperienza didattica si inserisce (non successione casuale di esperimenti): percorsi individuati sulla base dei contenuti epistemologici fondanti la disciplina cui l'esperienza didattica si riferisce;
  • introduzione di elementi di concettualizzazione e teorizzazione (la definizione, la regola, la legge) come risultato del processo e non come verità precostituita.

 

Pertanto ogni scuola ha presentato il proprio piano di lavoro e si è impegnata a mettere in rete il lavoro svolto affinché il fine dello scambio di informazioni possa essere considerato anche approfondimento delle tematiche sviluppate.

copyright Istituto Statale di Istruzione Superiore Follonica 2007