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L'Autonomia e le scelte ad essa connesse presuppongono una maggiore responsabilità da parte dei Docenti che può essere sostenuta solo elaborando regole di comportamento e di controllo capaci di coniugare i necessari spazi di libertà con le esigenze dell'organizzazione come soggetto collettivo.
Scegliere significa infatti selezionare contenuti e percorsi verificando i risultati dell'apprendimento con un controllo costante che ne individui la validità e/o le modifiche da apportare.
Di fronte ai nuovi impegni che scaturiscono dal regime di Autonomia, lo strumento da noi ritenuto più efficace ed idoneo è la Collegialità. Essa significa infatti:
Il Gruppo Disciplinare si configura come il centro di ricerca e di produzione culturale della Scuola attraverso una riflessione epistemologica che sappia individuare non solo le strutture concettuali di base ma anche, e soprattutto, le relazioni che collegano e differenziano la singola disciplina rispetto alle altre.
L'evoluzione dei saperi e la complessità crescente dei medesimi sempre più spesso portano ad individuare, nella organizzazione del curricolo, aree di apprendimento di tipo pluridisciplinare. Il Consiglio di Classe, di conseguenza, si configura come il luogo di raccordo e di coordinamento tra le discipline e con la sua azione progettuale collettiva predispone le condizioni atte a favorire opportunità di crescita educativa e formativa.
L'Autonomia segna progressivamente la fine della "Scuola dei Programmi Ministeriali" in favore di una Offerta Formativa che agevolerà la costruzione di modelli interpretativi del reale attraverso la selezione e la combinazione di cognizioni ed esperienze.
La Progettazione Modulare risponde a queste nuove esigenze e finalità e si configura come il modo più idoneo
Essa, coniugando l'elaborazione collegiale con la libertà e la creatività del singolo Docente, prevede una strategia formativa flessibile ma altamente strutturata.
Ogni Modulo costituisce infatti una parte significativa del curricolo capace di promuovere nuovi saperi che integrano e modificano la mappa cognitiva individuale.
La struttura modulare dell'insegnamento comporta la ridefinizione dei criteri per la verifica e la valutazione del processo formativo degli alunni.
Ad un sistema chiuso di conoscenze, si sostituisce un processo di apprendimento evolutivo ed aperto attraverso conoscenze, competenze e capacità che il Modulo seleziona e organizza nel complesso ambito disciplinare e/o pluridisciplinare.
La griglia di valutazione utilizzerà, di conseguenza, i seguenti descrittori articolandoli in maniera appropriata:
CONOSCENZA: intesa come acquisizione consapevole, possesso certo di contenuti, teorie, principi, concetti, termini, tematiche, argomenti, regole, procedure, metodi, modelli, tecniche applicative, ecc...
E' l'insieme di acquisizioni teoriche afferenti ad una o più aree disciplinari, pluridisciplinari, trasversali.
COMPETENZA: intesa come utilizzazione delle conoscenze acquisite per eseguire determinati compiti e/o risolvere situazioni problematiche e/o produrre nuovi "oggetti" (inventare, creare).
E' l'applicazione concreta di una o più conoscenze in contesti strutturati e diversificati per complessità.
CAPACITA': intesa come rielaborazione significativa, consapevole e critica di determinate conoscenze e competenze anche in relazione e in funzione di nuove acquisizioni.
E' una competenza superiore, cioè il controllo intelligente di ciò che si conosce e si sa fare anche in funzione dell'autoapprendimento continuo. L'autovalutazione è una delle forme più alte di capacità.
La struttura modulare dell'insegnamento richiede flessibilità della didattica, dei curricoli e dei percorsi formativi. La scelta della Collegialità e della Pluridisciplinarità, l'istituzionalizzazione dell'Area di Progetto e/o dell'Area Professionalizzante, assieme all'attuazione della flessibilità oraria, costituiscono le forme in cui essa può realizzarsi.
In ambito didattico-curricolare la funzione dei docenti è finalizzata ai seguenti obiettivi: