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Accadde nei sotterranei | La nascita dei ragni volanti | I segreti di Osner Inisam
2 Febbraio 2020
Cara Geox,
è ormai molto tempo che non ci sentiamo e ho voglia di
raccontarti un fatto veramente strano.
Ti giuro che in trent'anni di insegnamento non mi era mai accaduto
qualcosa del genere.
Come tu sai, oltre ad essere The best of teachers sono anche un
famigerato detective... comunque torniamo all'accaduto.
Erano i giorni della merla e mi recai a scuola come tutte le
mattine, ma al mio arrivo notai un gran trambusto e grazie al mio
sesto senso capii che era scomparso qualcuno... ma chi?!
Alcuni ragazzi avevano il volto stravolto e grazie a loro scoprii
che era sparita la più bella ragazza della scuola; non
è che mi importasse molto, ma dovevo trovarla al più
presto possibile per evitare una catastrofe.
Chiamai subito il mio fedele seguace Tony (alunno dall'aria
enigmatica e malato per il computer, al quale non interessava nulla
che Vanessa fosse sparita) e mi trasformai in Fra Salmastro da
Venegono.
Dopo alcune settimane
passate a perquisire i piani superiori dell'istituto ci recammo nel
desolato sotterraneo; non cera nessuno, la luce era molto fioca e a
dir la verità avevo un po' di paura a causa degli strani
rumori provenienti da non so dove.
Mi recai con Tony nell'aula multimediale, dov'era stata la ragazza
per l'ultima volta. Misi a soqquadro ogni millimetro dell'aula per
poter trovare anche il minimo indizio che servisse a ricostruire il
mosaico ormai perduto; dopo alcune ore Tony, che stava ispezionando
al computer la struttura della scuola, trovò un file sul
quale cera la vecchia piantina della scuola prima che venisse
ristrutturata.
Mentre noi cercavamo i piccoli tasselli del nostro
mosaico la notte incombeva sull'istituto e i rumori a noi
sconosciuti erano sempre più forti, quasi
insopportabili.
Osservando meglio la piantina notammo che alcune stanze non erano
state smantellate ma solo murate e che sovrapponendo la vecchia
piantina e la nuova l'unica cosa che era rimasta uguale era il
condotto di areazione.
Iniziai a ragionare sul tutto e provai ad avvicinare l'orecchio al
condotto; il rumore diveniva sempre più forte, bastava solo
seguirlo e saremmo riusciti ad arrivare nella stanza misteriosa;
seguimmo il rumore per tutto il corridoio, ma ad un tratto
cessò; il silenzio ricopri il sotterraneo come la nebbia
copre la cima delle montagne lasciandole a noi ignote.
Io e Tony rimanemmo impassibili e tornammo nell'aula multimediale,
appena entrati notai uno strano coperchio che spuntava da un lato
del fondo dell'armadio e avvertii Tony di quello che avevo visto;
lui, data la sua massiccia corporatura, decise senza pensarci due
volte di spostare l'armadio e aprire la botola.
Dalla botola proveniva una luce fioca, verdognola, che dava un
senso di angoscia e solitudine e arrivava ai nostri orecchi un
suono stridulo, come se delle unghie metalliche
strisciassero su un muro.'Ad un tratto, un urlo ruppe l'equilibrio
tetro che si era venuto a creare: era Vanessa, almeno, era quello
che pensavamo.
Mi calai velocemente giù per la botola per mezzo di una
scaletta fissata ad uno dei quattro muri che la delimitavano; Tony
mi seguì ma arrivato a metà della scaletta si
incastrò e per nostra sfortuna non mi venne in mente nulla
per liberarlo finché non notai una leva. Provai a tirarla,
nel peggiore dei casi sarebbe rimasto tutto com'era, almeno
così speravo, ma ad un tratto uno dei muri della botola si
alzò e Tony cadde a terra con un grande boato.
Si rialzò molto velocemente (per quel che riusciva) e ci
inoltrammo nello sconosciuto tunnel.
La luce era sempre più intensa e riuscivamo a sentire oltre
alla voce di Vanessa anche quella di un uomo di età
avanzata, strisciammo contro il muro come se fossimo agenti del
F.B.I., Tony si fiondò nella stanza e io dietro di
lui.
Incatenati al muro c'erano Vanessa e altri studenti che nessuno si
era mai accorto fossero scomparsi e dal lato opposto della stanza
cera un uomo di mezza età con in mano un lungo ed affilato
coltello da macellaio; l'uomo era di bassa statura, coi capelli
bianchi, spettinati e di media lunghezza, la pelle era scura e
butterata, i suoi occhi erano infossati e circondati da un alone
nero, i denti erano gialli, storti e sporgevano dalla bocca,
insomma faceva ribrezzo.
L'uomo innalzava la lama verso Vanessa e minacciava di ucciderla;
io gli chiesi:
perché vuoi farle del male, cosa ti ha fatto questa
povera ed innocente fanciulla; e poi tu chi sei?
Lui rispose che era Giuseppe, un
vecchio bidello che era stato cacciato dalla scuola per colpa di
alcuni alunni.
Io lo interruppi e gli ricordai che i ragazzi avevano solo 16 anni,
quindi non potevano essere stati loro e lui rispose:
oh o sacciu che nan avevano stato loro ma fostero stati i
genitori loro o a chi avevano preso la faccia
All'inizio non capii molto il significato di quella frase, ma
compresi perché era stato licenziato. Tony mi tradusse
quello che aveva detto Giuseppe; a questo punto dovevamo trovare
una soluzione, mentre pensavamo a questa accadde che
.............................................
Per motivi ignoti il professore non potè mai finire la sua
lettera, vi proponiamo quello che potrebbe essere accaduto a Fra
Salmastro Da Venegono, a voi la scelta:
1. Mentre Fra Salmastro e Tony si spostarono per decidersi
sul da farsi Fra Salmastro inciampò in un cavo ed essendo
vicino a Giuseppe gli cadde addosso, ma per sua sfortuna Giuseppe
aveva ancora il coltello in mano girato verso l'alto quindi, come
potete immaginare, si conficcò nel torace del professore che
morì dissanguato.
Giuseppe, felice di aver ammazzato qualcuno, liberò i
ragazzi e se ne andò lasciando in pace tutti quanti.
E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI (soprattutto gli alunni di Fra
Salmastro)
2. Fra Salmastro
e Tony dopo aver discusso decisero di trattare con Giuseppe, anche
se questa e la via più difficile da intraprendere. Proposero
a Giuseppe di liberare i ragazzi e in cambio loro avrebbero
costruito per lui una macchina del tempo, con la quale si sarebbe
potuto recare nel passato e così modificare la sua vita e
tornare nel presente.
Giuseppe ingenuamente accettò; dopo alcuni mesi la macchina
fu pronta e lui liberò i ragazzi. Quando fu nella macchina e
la fece partire Fra Salmastro e Tony distrussero tutto
intrappolando così Giuseppe in un'era sconosciuta.
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Autori Gruppo Fauser1: Sandro Andorno, Riccardo Ferè, Samuele Ferretti, Sara Gerallini, Valentina Mariotti, Andrea Messina.
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