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Accadde nei sotterranei Home Su Sommario

Accadde nei sotterranei | La nascita dei ragni volanti | I segreti di Osner Inisam

Febbraio 1990.

Eravamo tutti nella nostra classe composta da 20 alunni, tutti molto confusionari, tra cui Clik per vedere l'immagine più grandele nostre migliori amiche, che ci passavano i compiti di diverse materie: italiano, storia, matematica, lingue straniere…………...

Norma e Francesca, 18 e 16 anni erano entrambe chiacchierone, Lara, 15 anni, invece era sempre silenziosa e grande mangiatrice di crackers per mantenersi in forma.

Clik per vedere l'immagine più grandeAh! Poi c'eravamo io e Roby. Entrambi sedicenni, piuttosto vagabondi, riuscivamo a copiare abilmente i compiti e a conquistare le ragazze, inoltre Roby era un gran fanatico dei MARILLION.
Come stavamo dicendo eravamo tutti in classe che aspettavamo il professore Ozner Inisam, insegnante di Chimica, un tipo basso, grasso, con folta e ricciuta capigliatura grigia, che portava sempre dei piccoli occhiali appoggiati abitualmente sulla punta del naso. O.I. era affetto da strabismo, aveva il vizio di grattarsi la testa ed era anche un po' pazzo, permissivo e apparentemente tranquillo; le sue spiegazioni erano impossibili da comprendere.
Quella mattina, giunto in classe ci disse che ci avrebbe portato nel suo laboratorio per mettere in pratica un esperimento e noi eravamo entusiasti perché, finalmente, saremmo andati per la prima volta nel laboratorio di Chimica.
Per arrivare al laboratorio, situato nel sotterraneo della scuola, bisognava attraversare un tunnel buio che metteva paura a chiunque lo attraversasse, tranne al professore.
Prima di entrare il professore ci informò che non potevamo accendere le luci a causa della pericolosità dei prodotti chimici presenti.
La poca luce che faceva a malapena intravedere il laboratorio proveniva da una piccola finestra situata su una parete. Da quello che si poteva intravedere si capiva subito che il laboratorio doveva essere molto grande, infatti, il nostro sguardo si perdeva nel buio prima di incontrare le pareti.
L'esperimento iniziò e fu svolto tutto dal professore, noi seguivamo stupefatti senza capire, come al solito, cosa stesse facendo o dicendo.
Alla fine il professore ci disse che presto avremmo fatto un compito che avrebbe deciso il voto di fine quadrimestre e per rincarare la dose aggiunse: -Questo è il testo e questa volta non c'è modo di copiarlo, lo chiudo qui, in laboratorio!-
Come al solito, io e Roby cercavamo un modo per copiare il compito, essendo questa una materia difficile anche per i più bravi; così, come ogni volta, obbligammo le nostre amiche Lara, Norma e Francesca a recarsi nel laboratorio per procurarci il testo.
Escogitammo un piano per introdurci nel laboratorio e, la notte stessa, noi cinque penetrammo nella scuola; io e Roby aspettammo all'ingresso del tunnel, mentre le ragazze andarono alla ricerca del testo.
Passate due ore, non vedendole ritornare, ce la svignammo e di loro non si ebbe alcuna notizia.
Il giorno seguente andammo regolarmente a scuola, ma Lara, Francesca e Norma non vennero e così fu per altri tre giorni. Il quarto giorno i loro genitori vennero a scuola accompagnati dalla polizia per chiedere informazioni; poi vennero in classe nostra e noi fingemmo di non sapere niente.
Durante un' ora di supplenza, io e Roby uscimmo dall'aula e cominciammo a discutere fra noi:

Roby, perché non confessiamo tutto alla polizia? – dissi io.

Ma sei matto? Vuoi che ci sospendano dalla scuola? Perché non proviamo noi a scoprire il mistero? – mi propose Roby.

Così provammo a fare diverse ipotesi e tutto un tratto Roby, piegandosi all'indietro e picchiandosi una mano sulla fronte, mi disse - Maledizione io nel laboratorio ho notato una strana bilancia che mandava una luce fioca e molto particolare-.
La notte stessa entrammo nel laboratorio muniti di torce e ci dirigemmo verso la bilancia misteriosa. Roby la guardava con aria sospettosa e disse:
- Guarda, ci sono delle briciole sul piattino, prendi una lente così la osserviamo meglio- e così feci.

Questi sono i crackers... - un rumore di passi ci bloccò e Roby si guardò intorno - là! dietro il bancone- mi suggerì - nascondiamoci! –

Nella penombra vedemmo avvicinarsi una sagoma; in un primo momento non si distingueva chi fosse, ma appena si grattò la testa, suo gesto abituale, riconoscemmo il professore Ozner Inisam che aveva in mano due panini e una bottiglietta d'acqua. Mentre noi cercavamo di nasconderci meglio, all'improvviso uscì dalla bilancia analitica uno strano individuo viola che dalla vita in giù tendeva a rimpicciolirsi e portava una papalina con la scritta di Bob Marley, probabilmente era un suo fan.
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Questi si mise a parlare con il professore:
- Che cosa ne dobbiamo fare delle ragazze?- disse lui.
- Lasciamole lì tanto sono così piccole che nessuno se ne accorgerà!-
- Hei! Ozner, ce l'hai qui la polvere rossa che ti ho dato?-
- Sì, la tengo sempre con me!- e il professore battè la mano sul taschino della sua camicia.
- Stai attento, potrebbe finire in mani sbagliate, se dovesse cadere su quelle ragazze, ritornerebbero a grandezza naturale!- concluse il genio.
Finalmente capimmo dove erano finite le nostre amiche e che quello strano individuo era un genio.
Il professore e il genio continuando a parlare si allontanarono da noi, allora dissi a Roby:
- Dobbiamo cercare di prendere quella polvere rossa!-, lui era d'accordo e aggiunse:
- Perchè non proviamo a fare un sonnifero, ho visto mio padre che lo preparava, c'è un problema, però!-
- Cosa?- chiesi meravigliato.
- Non mi ricordo le quantità esatte!-
- Quanto ne vuoi fare? Più o meno di un litro?-
- Ma, non lo so, mio padre ne aveva una damigiana piena, credo che servisse per un intero ospedale!-
- Facciamone due litri!-
- Ma che lo vuoi affogare?-
- Non scherzare, prendi quel becker sul bancone!- E così preparammo il sonnifero - Ora dovremmo trovare il modo per farglielo ingerire- disse Roby.

Idea!- risposi io - Dobbiamo cercare di mettere il sonnifero nella sua bottiglietta d'acqua, lì sul bancone!-

Con una cauta manovra, strisciando nell'ombra, ci riuscimmo!
Dopo pochi minuti il professore il genio tornarono verso di noi; presi dalla fame mangiarono i panini che aveva portato Ozner e poi bevvero il sonnnifero che avevamo introdotto nella sua bottiglietta d'acqua che fece subito effetto.
Noi fummo molto contenti e una volta presa la polvere, la spargemmo su tutta la bilancia perchè non sapevano di preciso dove fossero le nostre amiche. In poco tempo la bilancia divenne enorme e uscirono, dallo sportellino diventato una porta, Lara, Francesca e Norma.
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Roby mandò le nostre amiche a casa e mentre io le stavo seguendo mi fermò e mi propose:

No, Nico non andare via, ho qualcosa in mente.

Allora………-

Il mattino seguente Mario, il bidello, entrò nel laboratorio per fare le pulizie e , cercando uno straccio, aprì un cassetto e vide il professore rimpicciolito che saltava ed urlava a squarciagola.
"CHI LA FA, L'ASPETTI!!"

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Autori Gruppo Fibo3: Roberto Bernardeschi, Nicolò Dezi, Lara Doro, Francesca Costa, Norma Benini, Gaetano Cataldo.
con la collaborazione di Sara De Sanctis per i disegni

Copyright © 2008 Istituto Superiore Follonica