Aree Umide Ricerca a Scuola
L'informazione, la formazione e l'educazione ambientale sono terreni di attività trasversale su cui convergono la progettualità della scuola e del mondo della ricerca. Nel corso degli ultimi anni anche le Amministrazioni locali, le Regioni, il Ministero dell'Ambiente sono intervenuti in modo incisivo affinché queste attività di formazione e di educazione assumessero un ruolo di supporto nelle strategie di intervento in campo ambientale. Un ruolo di primaria importanza nello sviluppo dell'interesse nei confronti delle scienze ambientali, della tutela del territorio, dello sviluppo di attività economiche ecologicamente sostenibili può essere svolto dalla scuola che si pone come intermediaria tra le istituzioni scientifiche e il più generale contesto della società civile.
Le scienze ambientali costituiscono una branca della scienza che racchiude in sé numerose discipline (botanica, zoologia, biologia cellulare, etologia, ecologia, chimica, tossicologia, igiene, ecc.) e che riveste oggi un importante ruolo applicativo. Infatti mediante approcci multidisciplinari è possibile compiere indagini ambientali complesse in grado di determinare lo stato trofico di uno specifico ecosistema, valutare l'entità di impatti antropici ai quali esso è eventualmente sottoposto, effettuare ipotesi predittive sull'evolversi nel tempo delle condizioni attuali, pianificare attività di recupero di aree compromesse ed infine elaborare programmi di gestione e sfruttamento compatibile della risorsa.
Questo approccio consente di pianificare, in rapporto alle esigenze sia naturali che economiche presenti in loco, piani di sviluppo e gestione delle risorse compatibili con l'ambiente che consentano di ottenere benefici economici dalle risorse presenti. Allo stesso tempo è opportuno favorire il mantenimento a lungo termine della buona qualità della risorsa naturale in modo che i benefici ottenuti siano perpetuabili e che lo sfruttamento non provochi degrado ambientale. Tali esigenze sono tanto più importanti nelle aree in cui l'ambiente naturale costituisce la principale risorsa economica, di modo che la conservazione di un certo livello di qualità viene ad essere presupposto irrinunciabile per la perpetuazione delle attività produttive.
Proprio la Toscana, e la Maremma in particolare, rappresentano l'ambiente più idoneo per questo approccio. La maggiore risorsa economica locale è infatti costituita dalla bellezza dei suoi paesaggi naturali e dall'unicità degli ecosistemi presenti. In particolare la laguna di Orbetello, la Diaccia Botrona di Castiglione della Pescaia, il Padule di Scarlino e l'aree umide dell'alveo del Fiora rappresentano risorse da salvaguardare. L'interesse nei loro confronti è dovuto al fatto che costituiscono eccezionali siti di interesse ambientale ma anche zone di interesse turistico ed in qualche caso economicamente produttive grazie alla presenza di attività commerciali ed industriali (itticolture, molluschicolture) che garantiscono sbocchi occupazionali e fonte di reddito per la popolazione locale residente.
I corsi curriculari tradizionali delle Scuole Secondarie Superiori non sempre hanno risposto alle aspettative e curiosità dei giovani. In particolare l'insegnamento delle scienze troppo spesso sacrificato sia per il numero di ore curriculari rapportate al monte ore settimanale sia per le difficoltà economiche di allestimento di laboratori attrezzati sia per la carenza di tecnici di laboratorio assunti nelle varie realtà scolastiche.
L'attività orientante attraverso le discipline, presupposto fondamentale per la formazione della personalità culturale del ragazzo viene meno, proprio in un contesto dove l'interesse per le materie scientifiche dovrebbe essere dominante. La stessa Università grossetana ha dimostrato un'attenzione particolare alla cultura scientifica proponendo l'avvio dei corsi e master di approfondimento oltre all'apertura del laboratorio di Ecologia Lagunare ad Orbetello ed il corso di laurea di primo livello in Scienze Ambientali a Follonica.
Da quanto sopra evidenziato, grazie anche alla sensibilità dell'Amministrazione Provinciale di Grosseto, vari Istituti di Istruzione Superiore hanno sentito la necessità di ampliare l'offerta formativa inserendo nell'attività curriculare un progetto di potenziamento dell'insegnamento delle materie scientifiche fornendo agli studenti un approccio nuovo che utilizzi i moderni strumenti telematici per favorire l'interazione tra gruppi di studenti di scuole diverse in comunità di apprendimento. Le scuole che partecipano al progetto individuano sia all'interno delle ore curriculari che in attività extracurriculare ricerche secondo progetti specifici. Pertanto ogni scuola ha presentato il proprio piano di lavoro e si è impegnata a mettere in rete il lavoro svolto affinché il fine dello scambio di informazioni possa essere considerato anche approfondimento delle tematiche sviluppate.
L'attuazione del progetto ha visto gli insegnanti coinvolti in un tipo di lavoro diverso dall'usuale metodo didattico, sicuramente più rispondente agli obiettivi delle discipline scientifiche, forse non nuovo né innovativo, semplicemente sperimentale.
L'articolazione didattica vede il susseguirsi di fasi pensate e programmate affinché gli obiettivi formativi scaturiscano da obiettivi specifici di apprendimento adeguati alle strutture cognitive e motivazionali degli studenti. Gli obiettivi specifici devono essere tradotti in percorsi didattici strutturati e condotti con metodologie tali da offrire all'alunno la possibilità di costruire le proprie conoscenze sulla base di una regia attenta da parte dell'insegnante per formare una particolare attitudine mentale, organizzare il pensiero, elaborare idee, riflessioni, ragionamenti...
1° fase - esperienza diretta: attraverso l'osservazione dei fenomeni si ha il primo coinvolgimento da parte dell'alunno, cioè l'attenzione e l'interesse.
2° fase - riflessione e concettualizzazione: l'alunno riflette l'esperienza fatta, narrandola, dandone una propria rappresentazione. Ciò obbliga ad ordinare i pensieri, passando dalla percezione soggettiva alla oggettivazione.
3° fase - dimensione linguistica sociale: prevede la discussione collettiva fra pari, cioè gli alunni si confrontano relativamente ai risultati ottenuti sia all'interno della propria classe che con i "colleghi" delle classi degli altri Istituti. Questa fase é veramente importante per potenziare la motivazione ed acquisire il concetto di autovalutazione.
4° fase - integrazione mentale dei concetti: si sono costruite competenze, cioè apprendimenti che non si perdono nel tempo breve, ma restano ancorati alla memoria a lungo termine, quindi saranno disponibili per essere utilizzati in contesti diversi.
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